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Tre gol e una notte amara per il Parma: Torino padrone al Tardini

La squadra granata si impone 3-0 nella settima giornata, mentre Gilardino deve ancora risolvere i problemi offensivi e difensivi dei ducali

Il Torino torna dalla trasferta di Parma con una vittoria per 3-0 e conferma il momento positivo evocato da Ignazio Abate alla vigilia. Per i ducali, invece, il debutto casalingo di Alberto Gilardino coincide con un altro passaggio complicato dopo il pesante ko incassato contro l'Inter.


Abate chiedeva continuità

Il tecnico granata aveva presentato la sfida del Tardini come un esame importante, pur senza definirla decisiva. Dopo il successo sull'Udinese, Abate si aspettava dalla squadra la stessa intensità e una mentalità ormai in crescita: «Ogni giorno che passa sono sempre più convinti dei nostri margini, c'è un livello alto e stiamo creando una mentalità forte».

L'allenatore aveva anche respinto l'idea di un gruppo già appagato dai consensi ricevuti. Il Torino, aveva spiegato, vuole continuare a migliorare e riportare sempre più sostenitori allo stadio. Tra i giocatori sotto osservazione c'era Casadei, chiamato a compiere un passo sul piano della maturità, pur restando considerato una pedina importante.


Parma, i problemi erano già evidenti

La partita rappresentava la prima uscita di Gilardino al Tardini dopo l'esordio negativo di San Siro, terminato 3-0 per l'Inter. Il tecnico, arrivato al posto di Carlos Cuesta alla fine di settembre, si trovava davanti a una squadra con numeri preoccupanti soprattutto in attacco: appena 4 gol segnati, il dato peggiore della Serie A.

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Prima del confronto con il Torino, il Parma aveva inoltre centrato lo specchio della porta soltanto 16 volte in 7 giornate. Anche la fase difensiva aveva mostrato segnali di fragilità, emersi con particolare evidenza contro i nerazzurri. Il risultato del Tardini aggiunge così un'altra partita senza reti all'emergenza offensiva dei ducali.


Romero unica certezza davanti

L'assenza di Nesta Elphege, fermato per 3-4 settimane dopo un intervento di appendicite, aveva portato Romero verso il ruolo di centravanti. L'argentino era tra le poche note positive dell'avvio di stagione, grazie alle 2 reti già realizzate e a una capacità di incidere che il Parma aveva bisogno di ritrovare.

Gilardino valutava anche alcuni cambiamenti in altri reparti. In cabina di regia Bernabè poteva prendere il posto di Sierro, mentre il recupero di Ndiaye apriva all'ipotesi di una sua presenza al posto di Carboni. Restava infine da valutare Corvi, reduce dall'errore che aveva favorito l'Inter, con Daffara pronto a contendersi il posto tra i pali.

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