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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Totti, il dolore oltre il campo: «Con i miei figli voglio tornare famiglia»

Alla presentazione di “Oltre”, l’ex capitano della Roma ha parlato del rapporto con i figli, del padre Enzo, di Mihajlovic e del possibile ritorno nel club.

Francesco Totti ha scelto il Teatro Brancaccio di Roma per raccontare “Oltre”, la sua autobiografia, ma l’incontro è diventato soprattutto un momento di bilanci personali. In prima fila c’erano la compagna Noemi Bocchi e i figli Christian, Chanel e Isabel, ai quali l’ex capitano giallorosso ha rivolto parole segnate dal dolore e dalla speranza di ricucire il rapporto.

La serata ha attraversato i ricordi familiari, la perdita delle persone più care e il distacco dal calcio giocato. Totti ha parlato anche della Roma e della possibilità di tornare a lavorare nel club, spiegando di essere ancora vicino alla squadra pur restando lontano dai riflettori.

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Il legame con i figli da ricostruire

Rivolgendosi idealmente ai suoi figli, Totti ha riconosciuto le tensioni nate dopo la separazione da Ilary Blasi. Ha detto di essersi sentito giudicato e di non vivere oggi un rapporto sereno con loro, pur sostenendo di non aver commesso colpe e di sperare che, con il tempo, possano comprendere meglio la situazione.

L’ex numero 10 ha ammesso l’esistenza di contrasti e periodi di distacco che lo hanno fatto soffrire. Allo stesso tempo, ha spiegato di rivedere nei figli alcuni atteggiamenti che lui stesso aveva avuto con il padre: sentimenti profondi non sempre mostrati apertamente. Il suo desiderio è tornare a una maggiore vicinanza e condividere con loro nuovi momenti, nella convinzione che la famiglia possa ritrovare un equilibrio diverso senza cancellare ciò che è accaduto.


Enzo e Mihajlovic, assenze ancora presenti

Durante la presentazione Totti si è commosso ricordando Sinisa Mihajlovic e il padre Enzo. Del tecnico e amico scomparso ha detto: «Sento che è ancora qui con me», sottolineando il valore di un legame rimasto intatto nonostante la sua morte.

Il ricordo del padre è stato ancora più intenso. Enzo lo accompagnava anche nei ritiri, affrontando lunghi viaggi in camper pur di stargli vicino, e gli aveva trasmesso educazione, rispetto e attenzione verso gli altri. Totti lo ha descritto come una figura centrale della sua vita: «Pagherei oro per avercelo vicino e dirgli che gli voglio bene».

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L’addio al calcio e la paura della morte

Per Totti il ritiro non è stato un passaggio naturale vissuto con serenità. La decisione, arrivata contro la sua volontà, lo avrebbe lasciato disorientato e incapace di accettare subito la fine di una parte essenziale della propria identità. «Lasciando il calcio giocato sono morto», ha raccontato, chiarendo però che oggi il timore più forte non riguarda più l’addio allo sport, ma la morte.

L’ex capitano ha spiegato di pensarci spesso, come a una presenza che continua ad accompagnarlo. Il paragone con il 28 maggio, giorno del suo saluto al calcio, è tornato anche nel ricordo del padre: due momenti diversi, ma entrambi associati a una sofferenza che Totti considera difficile da spiegare a chi non l’ha vissuta.


Roma, nessuna porta riaperta

Sul possibile rientro nella Roma, Totti ha osservato che un incontro può avvenire soltanto se la volontà è condivisa. In questi 7-8 anni, ha ricordato, il club non lo ha mai contattato e questo gli fa pensare che dall’altra parte esistano priorità e idee differenti dalle sue.

Nonostante la distanza, ha ribadito il proprio sostegno alla società e alla scelta di Gian Piero Gasperini come allenatore. Ai Friedkin ha augurato di arrivare il più lontano possibile, mentre per sé ha indicato un ruolo discreto: «Io sto dietro le quinte, ma per la Roma ci sto sempre».

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