9.000Lettori online ora
Sport 3 min di lettura3 giorni fa

Totti a 50 anni: il capitano che scelse Roma a ogni costo

Dal primo ingresso in campo all’addio all’Olimpico, il percorso di un campione rimasto fedele alla maglia giallorossa e protagonista con l’Italia

A cinquant’anni, Francesco Totti rappresenta molto più di una carriera ricca di gol e trofei. La sua storia è diventata il simbolo di un legame irripetibile tra un calciatore, la Roma e la città, capace di superare i confini del tifo e di resistere al passare del tempo.


Una fedeltà diventata leggenda

Il tratto più distintivo del suo percorso non si misura soltanto nei record. Totti ha scelto di restare a Roma nonostante le proposte dei grandi club internazionali, compreso il Real Madrid di Florentino Pérez, rinunciando alla possibilità di inseguire altri titoli e nuovi palcoscenici europei.

Quella decisione ha contribuito a costruirne il mito. La sua bacheca comprende lo scudetto del 2000-2001, due Coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane, ma il rapporto con la maglia giallorossa è rimasto il centro di ogni riconoscimento.


L’ultima scena all’Olimpico

Il capitolo da calciatore si è chiuso il 28 maggio 2017, dopo Roma-Genoa. Quel giorno lo stadio ha accompagnato il congedo del capitano tra commozione, applausi e un lungo giro di campo condiviso con la famiglia.

La lettera letta davanti ai tifosi ha suggellato una giornata rimasta impressa nella memoria della capitale. L’addio non è stato soltanto la conclusione di una partita, ma il saluto a un’epoca vissuta per ventiquattro anni con la stessa squadra.


Gol, record e una notte mondiale

Il massimo traguardo con la Roma arrivò nel campionato 2000-2001. Con Fabio Capello in panchina, la squadra conquistò il terzo scudetto della propria storia e Totti segnò nella gara decisiva del 17 giugno 2001 contro il Parma, disputata davanti a un Olimpico gremito.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Anche con l’Italia il suo cammino ha prodotto immagini indimenticabili. Nel 2000, nella semifinale contro l’Olanda, il rigore trasformato con un cucchiaio a Edwin van der Sar divenne uno dei gesti più celebri della competizione. Sei anni più tardi, dopo il grave infortunio al perone con interessamento dei legamenti della caviglia, riuscì a recuperare per il Mondiale in Germania: agli ottavi realizzò dal dischetto il gol decisivo contro l’Australia e contribuì al titolo conquistato dalla squadra di Marcello Lippi.

L’esperienza con Luciano Spalletti aggiunse un’altra tappa alla sua trasformazione. Impiegato da falso nueve, Totti chiuse la stagione 2006-2007 con 26 reti in Serie A e vinse la Scarpa d’Oro. Il bilancio complessivo lo ha portato a 250 gol nel massimo campionato italiano e a 307 marcature con la Roma in tutte le competizioni, davanti a Roberto Baggio, Giuseppe Meazza e Silvio Piola nel cammino verso il secondo posto tra i bomber della Serie A.


Da Porta Metronia al debutto

Prima dei record ci furono i campetti del quartiere e le esperienze con Smit Trastevere e Lodigiani. Nel 1989 Totti preferì il vivaio romanista alle avances del Milan, una scelta che avrebbe indirizzato l’intera sua carriera.

Il debutto in prima squadra arrivò il 28 marzo 1993, quando Vujadin Boskov lo mandò in campo nei minuti conclusivi di Brescia-Roma. Negli anni successivi Carlo Mazzone ne accompagnò la crescita, mentre Zdenek Zeman ne valorizzò qualità e personalità: nel 1998, a ventidue anni, gli affidò la numero dieci e la fascia di capitano.

Nato il 27 settembre 1976, Totti festeggia oggi il cinquantesimo compleanno. Dal talento sviluppato tra le strade di Roma fino alla consacrazione come campione del mondo e riferimento del calcio italiano, la sua parabola resta legata a una sola maglia e a un’identità sportiva ormai entrata nella storia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere