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Sport 2 min di lettura14 ore fa

Terim scuote l’Italia: «Mancini da solo non risolve tutto

Alla vigilia della sfida di Nations League, l’ex commissario tecnico turco analizza la crisi azzurra e indica la strada per rilanciare il movimento

La sfida tra Turchia e Italia arriva in una fase delicata per entrambe le selezioni, chiamate a cercare una vittoria nel secondo appuntamento di Nations League. Fatih Terim, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha concentrato l’attenzione soprattutto sulle difficoltà degli azzurri e sulla necessità di un progetto più ampio rispetto al semplice cambio in panchina.


La crisi azzurra va oltre la panchina

L’ex tecnico della Turchia non si aspettava di vedere l’Italia attraversare un momento simile. Secondo Terim, le tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali impongono un esame profondo, anche perché il calcio italiano conserva un potenziale importante e una tradizione tattica riconosciuta a livello internazionale.

La ricostruzione, nella sua analisi, dovrebbe coinvolgere i settori giovanili, lo spazio concesso ai talenti e le strategie di mercato dei club. «Avete bisogno di tempo e di un piano adeguato per la ricostruzione. Perché non si tratta solo di qualificarsi per i Mondiali, ma di far sì che il calcio italiano ritrovi la sua identità e la sua competitività», ha spiegato Terim.

Il tecnico turco ha poi ricordato il percorso dell’Italia campione d’Europa sotto la guida di Roberto Mancini, sottolineando la qualità del gioco, la fiducia della squadra e la lunga imbattibilità di quel ciclo. Il ritorno dell’allenatore, però, non può essere considerato una soluzione automatica a ogni problema: «Il suo ritorno non basta per risolvere tutti i problemi».

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Montella cerca conferme contro gli azzurri

Terim ha espresso parole positive anche per Vincenzo Montella, che conosce bene e considera capace di interpretare le partite e proporre idee precise. La scelta della Federazione turca di confermarlo dopo il Mondiale, ha osservato, nasce dalla fiducia nel suo lavoro; per l’ex allenatore è fondamentale garantire continuità, perché una squadra ha bisogno di tempo per costruire una propria identità.

La partita offrirà responsabilità aggiuntive ai giocatori turchi, soprattutto alla luce delle assenze di Hakan Calhanoglu e Kenan Yildiz. Terim ritiene che la loro qualità mancherà, ma ha indicato in Arda Güler e Can Uzun due risorse capaci di attirare l’attenzione: il primo è descritto come un talento di livello straordinario, mentre il secondo viene considerato una promessa.

Per Italia e Turchia, dunque, il confronto rappresenta un’occasione per ripartire. Gli azzurri devono reagire a una crisi che, secondo Terim, non riguarda soltanto i risultati; la selezione turca, invece, cerca una risposta dopo il Mondiale e può sfruttare una gara di alto profilo per responsabilizzare i propri giovani.

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