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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Ten Hag, il retroscena McTominay: «Lo United non mantenne la parola»

L’ex tecnico del Manchester United racconta le promesse ricevute dalla società e la sua rabbia per la partenza del centrocampista scozzese verso il Napoli.

Erik ten Hag ha lasciato il Manchester United con una profonda amarezza per il rapporto con la dirigenza. A suo dire, il club non avrebbe rispettato gli impegni presi sul progetto tecnico, sulla gestione della rosa e sul suo ruolo all’interno della squadra.

La frattura riguardava anche il contratto. Dopo il successo nella finale di FA Cup contro il Manchester City, la società aveva fatto scattare l’opzione per prolungare l’accordo di un’altra stagione. Ten Hag, però, avrebbe chiesto garanzie più solide prima di proseguire.

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Il progetto promesso è svanito

L’allenatore olandese ha spiegato che non sarebbe rimasto con un solo anno ancora a disposizione e di aver domandato un’estensione ulteriore. Nel confronto con i dirigenti, sostiene di aver ricevuto assicurazioni su sostegno, collaborazione e confronto costante sulle decisioni riguardanti la prima squadra.

«Mi avevano garantito fedeltà, appoggio e comunicazione, oltre alla volontà di procedere tutti nella stessa direzione. Abbiamo affrontato i problemi presenti, ma quegli impegni non sono stati rispettati. Sono rimasto deluso», ha raccontato Ten Hag parlando del suo rapporto con la società.

Secondo la sua ricostruzione, le promesse non si sarebbero limitate agli aspetti contrattuali. Il tecnico riteneva infatti di dover essere coinvolto in modo concreto nelle scelte di mercato e nella costruzione dell’organico destinato a sostenere la sua idea di calcio.


McTominay, la promessa infranta

Il caso più evidente, nella versione dell’ex allenatore, è quello di Scott McTominay. Durante un incontro a Ibiza, la dirigenza e Ten Hag avrebbero concordato di non prendere in considerazione la cessione del centrocampista, ritenuto utile soprattutto per la sua capacità di inserirsi e segnare.

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Nell’ultima annata disputata a Old Trafford, lo scozzese aveva realizzato 10 reti complessive, risultando il terzo miglior marcatore del Manchester United dopo Hojlund e Bruno Fernandes. Per il tecnico, quei numeri rappresentavano una risposta a una carenza offensiva che la squadra non poteva permettersi di ignorare.

«Avevo detto chiaramente di non venderlo: ci eravamo accordati per tenerlo e lavorare insieme. Poi è stato ceduto comunque, e mi sono sentito esposto e deluso», ha affermato Ten Hag ricordando quella decisione.

Il suo staff considerava McTominay particolarmente prezioso nelle gare più dure del campionato. La partenza per il Napoli fu quindi vissuta come una perdita tecnica, anche perché il rendimento successivo del giocatore ha rafforzato le perplessità dell’allenatore.


La svolta del centrocampista a Napoli

In Italia McTominay è diventato uno dei protagonisti del centrocampo del Napoli. Le sue prestazioni hanno contribuito alla conquista dello Scudetto 2024/2025, confermando il peso che il calciatore poteva avere in una squadra ambiziosa.

Per Ten Hag, il trasferimento ha così assunto un valore simbolico: non soltanto la rinuncia a un elemento importante, ma anche la dimostrazione che gli accordi raggiunti con la dirigenza potevano essere superati dalle successive scelte societarie.

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