Stones, patente nei guai: multa e quattro punti persi
«Questo è il motivo per cui non potrei essere presente, dato che non risiedo più nel Paese»: così John Stones ha spiegato al Tribunale di Warrington perché non poteva partecipare all’udienza.
Il difensore dell’Inter aveva lasciato vuota la propria abitazione nel Cheshire durante un periodo segnato da impegni con la nazionale, vacanze e trasferimento a Milano.
L’assenza prolungata ha fatto sì che la corrispondenza giudiziaria restasse senza risposta. Nella sua comunicazione ai magistrati, Stones ha chiarito di non vivere più nel Regno Unito e di essere stato lontano da casa per quasi quattro mesi.
Il trasferimento ha complicato tutto
Il calciatore aveva già comunicato i propri dati alla polizia il 28 maggio, prima di partire con l’Inghilterra. In seguito è rimasto impegnato con la nazionale fino al 19 luglio, quindi ha trascorso un periodo di vacanza e ha completato il passaggio all’Inter.
Proprio questa successione di impegni avrebbe impedito al giocatore di accorgersi in tempo della seconda comunicazione, quella che gli avrebbe consentito di pagare la sanzione evitando il processo. «Rispondo solo ora perché ero con la Nazionale e non ho visto la posta», ha scritto Stones nella lettera inviata al tribunale.
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La decisione del giudice
Il procedimento è nato da alcune infrazioni stradali contestate al difensore inglese, tra cui l’eccesso di velocità e l’utilizzo del telefono mentre era alla guida. A maggio Stones era stato individuato al volante della sua Range Rover, a una velocità vicina ai 50 chilometri orari oltre il limite, nei pressi della sua abitazione nel Cheshire.
Dopo aver ammesso di essere lui il conducente, il giocatore non ha risposto alla successiva lettera ricevuta dalle autorità. Il caso è quindi arrivato davanti a un giudice monocratico, che ha stabilito la perdita di quattro punti sulla patente e una sanzione complessiva di 1.052 sterline: 666 di multa, 120 per le spese e 266 come contributo aggiuntivo.
Stones ha riconosciuto la violazione principale senza contestarla. «Non ho nulla da dire riguardo all’eccesso di velocità», ha affermato nella comunicazione al tribunale, precisando che il ritardo era legato alla sua permanenza all’estero e al successivo trasferimento in Italia.
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