Sport professionistico sotto la lente: 2.688 controlli e nuove regole in arrivo
La prima Relazione annuale della Commissione indipendente fotografa conti, vigilanza e criticità di calcio e basket, mentre Bruxelles e i parlamenti europeo e nazionale spingono verso un quadro normativo più rigido.
La fotografia dello sport professionistico italiano arriva con numeri già pesanti: 2.688 verifiche in meno di un anno, 20 pareri di violazione e 55 atti d’urgenza. A raccontarla è la prima Relazione annuale della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, presentata a Roma nella Sala Regina della Camera dei Deputati.
Il documento non si limita a elencare controlli e sanzioni. Dentro ci sono anche il confronto con l’estero, le riforme approvate in Francia e nel Regno Unito e l’orizzonte del Regolamento UE 2024/1624, che dal luglio 2029 coinvolgerà club di calcio professionistici e agenti sportivi negli obblighi antiriciclaggio.
I numeri di una vigilanza appena partita
Secondo la Commissione, il perimetro osservato comprende 128 squadre tra calcio e pallacanestro. Nel dettaglio rientrano Serie A, Serie B, Serie C maschile, Serie A femminile e Serie A maschile di basket, con 1.558 controlli periodici infrannuali e 1.130 verifiche sugli adempimenti in vista della stagione 2026/2027.
Le irregolarità emerse hanno portato a 20 pareri del Collegio: 15 per l’area FIGC e 5 per quella FIP. Le riunioni svolte sono state 26, comprese due ad agosto, mentre gli atti d’urgenza approvati sono stati 55 e poi ratificati. Due anche le ispezioni sul campo, alla Pallacanestro Virtus Bologna e alla FC Casertana Srl, chiuse senza rilievi.
Nel corso della presentazione, Massimiliano Atelli ha ricordato che si tratta della “prima relazione annuale” dell’organismo, insediato il 1 ottobre 2025. Il presidente ha insistito sul fatto che il compito principale della Commissione è intercettare in anticipo i segnali di fragilità, perché per i club conviene intervenire prima che la crisi diventi conclamata.
Rampelli e Abodi spingono sul rilancio
A introdurre i contenuti della Relazione sono stati il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme allo stesso Atelli e ai commissari Ariela Caglio, Francesca Di Donato, Giuseppe Marini e Alessandro Zavaglia. Rampelli ha collegato il dossier alla crescita della pratica sportiva nel Paese e ha definito la Commissione un passo verso una vigilanza più moderna e trasparente.
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Parlando di calcio, il vicepresidente della Camera ha richiamato i ricavi della Serie A, che superano il miliardo di euro, e la presenza di investitori internazionali nel sistema. Ha poi spostato l’attenzione su Euro 2032, ricordando le candidature di 13 città per 16 impianti e i 6 miliardi di investimenti attesi.
Il nodo dei poteri e delle regole future
Nel suo intervento, Atelli ha messo l’accento sull’autonomia regolamentare riconosciuta alla nuova Autorità dalla legge statale. Ha spiegato che il quadro di controllo attuale è diverso da quello delle vecchie commissioni federali e che il vero obiettivo è aiutare le società a leggere prima i segnali di rischio.
Il presidente ha poi distinto i percorsi seguiti da FIGC e FIP dopo il parere obbligatorio della Commissione. Nel calcio, gli atti passano alla Procura federale, che non svolge indagini ma formula il deferimento sulla base del parere ricevuto; nella pallacanestro, invece, dopo il parere interviene il Consiglio federale, con possibilità di impugnazione davanti alla giustizia sportiva.
Atelli ha anche osservato che, dopo gli accertamenti della Commissione, appare sempre meno chiaro il ruolo della Procura federale nel sistema FIGC, richiamando anche un recente passaggio della Corte federale a Sezioni Unite. Sullo sfondo resta il tema delle riforme: le maggiori forze politiche hanno depositato almeno un disegno di legge ciascuna, segnalando una convergenza sulla possibilità per la legge statale di disciplinare alcuni aspetti dello sport professionistico.
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