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Sport 3 min di lettura23 set

Sport professionistico, il nodo dei controlli: 2.688 verifiche e 55 urgenze

La prima relazione annuale della Commissione indipendente fotografa numeri, criticità e nuovi vincoli per calcio e basket, mentre Atelli chiede regole più chiare e vigilanza più incisiva.

La fotografia dello sport professionistico italiano arriva con una serie di numeri che raccontano un sistema sotto osservazione costante: 2.688 verifiche in meno di un anno, 55 atti d’urgenza e 20 pareri di violazione. È questo il quadro emerso dalla presentazione della Relazione Annuale 2026 della Commissione indipendente, illustrata a Roma nella Sala Regina della Camera dei Deputati.

Il documento, alla sua prima uscita ufficiale dopo l’insediamento del 1 ottobre 2025, non si limita a descrivere i controlli svolti. Mette in fila anche i cambiamenti normativi che stanno ridisegnando il settore, dai nuovi obblighi europei contro il riciclaggio alle riforme già approvate in Francia e Regno Unito.


Il bilancio del primo anno di attività

La Commissione ha monitorato 128 squadre tra calcio e basket: Serie A, Serie B, Serie C maschile, Serie A femminile e Serie A di pallacanestro. Tra il 1° ottobre 2025 e il 31 agosto 2026 sono stati eseguiti 1.558 controlli periodici e altri 1.130 accertamenti sui requisiti di ammissione alla stagione 2026/2027.

Nel corso delle verifiche sono emerse irregolarità che hanno portato a 20 pareri del Collegio, suddivisi tra FIGC e FIP. A questi si aggiungono 55 provvedimenti urgenti poi ratificati e due ispezioni, a Virtus Bologna e FC Casertana, chiuse senza rilievi.

Atelli ha spiegato che il compito dell’Autorità è intercettare per tempo i segnali di fragilità, così da evitare che i problemi arrivino a una fase ormai conclamata. Ha anche osservato che “non ci sono più mondi separati, ma territori confinanti”, riferendosi al rapporto tra controlli economici, governance e regole sportive.


Il calcio tra ricavi e riforme

Nel suo intervento, il presidente della Commissione Massimiliano Atelli ha richiamato anche il tema della vigilanza sui club calcistici e sull’assetto dei procedimenti. Secondo quanto illustrato, la FIGC e la FIP seguono percorsi diversi dopo il parere obbligatorio della Commissione, mentre per il calcio resta aperta la questione dell’utilità del passaggio degli atti alla Procura federale.

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Un altro passaggio centrale riguarda il contesto internazionale. La relazione segnala che dal luglio 2029 il Regolamento UE 2024/1624 includerà tra i soggetti tenuti agli obblighi antiriciclaggio le società professionistiche di calcio e gli agenti sportivi. La Commissione ha fatto sapere di essere pronta a collaborare, se coinvolta, con le altre autorità competenti.


Rampelli e Abodi sullo scenario italiano

Alla presentazione sono intervenuti anche Fabio Rampelli e Andrea Abodi. Il vicepresidente della Camera ha sottolineato la crescita della pratica sportiva nel Paese e ha legato il tema dei controlli alla necessità di una vigilanza più moderna e trasparente.

Rampelli ha anche richiamato i dati economici della Serie A, che supera il miliardo di euro di ricavi, e le 13 città candidate per 16 impianti in vista di Euro 2032, con investimenti pari a sei miliardi. Per lui, questo può diventare un’occasione di rilancio per le infrastrutture sportive.

Abodi, insieme ai rappresentanti della Commissione, ha preso parte alla presentazione della relazione che dedica spazio pure al confronto con Francia e Regno Unito, dove le recenti riforme hanno modificato in profondità i rispettivi sistemi di controllo del professionismo sportivo.

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