Sport gratuito, la sfida del governo: Abodi indica la rotta
Il ministro rilancia gli interventi per rendere l’attività sportiva accessibile, dalle scuole alle periferie fino agli istituti penitenziari.
Un miliardo di euro destinato alle palestre scolastiche, grazie agli interventi promossi dal ministro Valditara, rientra nel progetto del governo per ampliare l’accesso gratuito allo sport. Andrea Abodi ha collegato questa misura a una strategia più ampia, rivolta soprattutto alle famiglie con minori disponibilità economiche.
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L’obiettivo è abbattere i costi
Secondo Abodi, l’aumento degli impianti utilizzabili senza spese deve procedere insieme al coordinamento delle iniziative con Regioni e Comuni. Il ministro ha spiegato che questo lavoro punta a sostenere i nuclei meno agiati e a rendere l’attività fisica una possibilità concreta anche nei territori più fragili.
Nel disegno complessivo trovano spazio anche gli interventi realizzati a Caivano e la costruzione di nuove strutture nelle aree periferiche. La linea indicata dal governo, ha sintetizzato Abodi, è «garantire lo sport per tutti come recita la Costituzione».
Dai piccoli Comuni alle carceri
La politica di accessibilità comprende 1.543 aree sportive nei Comuni del Sud con meno di 10.000 abitanti e altri 85 interventi nei Comuni delle grandi città. La scelta, ha riferito il ministro, è concentrare le risorse nei luoghi in cui la presenza dello sport può avere un impatto maggiore.
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Attraverso il bando Sport di tutti, realizzato con Sport e Salute, sono stati inoltre coinvolti 60 istituti penitenziari, 13 carceri minorili e 25 comunità che accolgono minori. Per Abodi, l’attività sportiva può accompagnare percorsi di recupero personale e inserirsi in un’azione che non riguarda soltanto il sistema carcerario, ma la società nel suo insieme.
Rebibbia riapre gli spazi sportivi
In questo quadro si colloca l’avvio dei lavori per rinnovare una palestra e un campo di calcio all’interno del carcere romano di Rebibbia. L’iniziativa è stata presentata alla presenza del ministro per lo Sport e i Giovani, che ha definito il recupero delle strutture un passaggio significativo.
Abodi ha ricordato che il programma prosegue da quattro anni e che l’intervento nella struttura penitenziaria rappresenta una parte di un percorso più vasto. L’obiettivo dichiarato è usare lo sport come strumento di inclusione e di opportunità, affiancando gli interventi nelle carceri a quelli rivolti alle scuole, ai Comuni e ai quartieri periferici.
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