Rebibbia, lo sport riparte da 200mila euro: il piano non finisce qui
Al via il recupero di palestra e campo da calcio nel carcere romano, con l’obiettivo di replicare il progetto in altri istituti italiani.
Il progetto avviato a Rebibbia punta oltre la riqualificazione di due strutture sportive. Il recupero della palestra e del campo da calcio dell’istituto penitenziario romano viene infatti indicato come il primo passo di un programma più ampio, destinato a coinvolgere altre realtà carcerarie in Italia.
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Un modello da portare altrove
Durante la presentazione dei lavori, Claudio Barbaro, presidente dell’ASI e sottosegretario all’Ambiente, ha definito l’intervento «un momento di partenza e non di arrivo». L’iniziativa, ha spiegato, dovrebbe diventare un riferimento per progetti analoghi in altri istituti penitenziari.
L’idea non riguarda soltanto la raccolta delle risorse necessarie. Gli organismi sportivi, secondo Barbaro, potrebbero garantire anche una presenza continuativa, mettendo a disposizione istruttori e contribuendo all’organizzazione di eventi. In questo modo le strutture potrebbero offrire occasioni di attività sportiva e di quotidianità alle persone impegnate nel percorso di reinserimento sociale.
Raccolti 200mila euro
Per rendere possibile il primo intervento è stata costruita una collaborazione tra soggetti pubblici e privati. La rete ha permesso di raggiungere una disponibilità complessiva di 200mila euro, somma indicata come necessaria per procedere con il recupero degli spazi.
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Barbaro ha riferito che l’obiettivo economico è stato centrato in meno tempo rispetto alle previsioni iniziali. Il percorso era cominciato dieci mesi fa e la soglia richiesta è stata raggiunta circa trenta giorni prima della presentazione dei lavori.
La soddisfazione delle istituzioni
Il presidente dell’ASI ha sottolineato anche la difficoltà di coordinare tempistiche e disponibilità di tutte le persone e degli enti coinvolti. La partecipazione del ministro Abodi e dei rappresentanti delle istituzioni sportive ha accompagnato l’avvio ufficiale dell’intervento a Rebibbia.
«È solo l’inizio», ha ribadito Barbaro, esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’esperienza romana in una prima tappa di un percorso più esteso, nel quale lo sport possa affiancare le attività di reinserimento all’interno degli istituti penitenziari.
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