Spalletti resta alla Juventus, ma la fiducia è in bilico
Dopo il terzo ko in campionato, i tifosi chiedono le dimissioni e il ritorno di Antonio Conte
La Juventus ha perso 2-0 a Genova contro il Genoa, incassando la terza sconfitta in Serie A dopo nove giornate. Il risultato ha riacceso i dubbi sulla posizione di Luciano Spalletti, ma al momento non risultano decisioni per interrompere il rapporto con l’allenatore.
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I numeri della Juventus
La squadra bianconera ha raccolto 14 punti, un rendimento inferiore rispetto allo stesso periodo della stagione 2025/26. Allora, dopo nove turni e con Igor Tudor esonerato all’ottava giornata, la Juventus ne aveva conquistati 15 ed era vicina alle prime posizioni.
Il confronto con l’annata precedente è ancora meno favorevole: dopo lo stesso numero di partite, i punti erano 17 e la squadra non aveva ancora perso. Oggi il distacco dalla coppia formata da Lazio e Inter, al comando della classifica, è di 11 lunghezze.
La vittoria ottenuta contro il Lecce aveva restituito un po’ di serenità all’ambiente, ma il ko del Luigi Ferraris ha nuovamente alimentato le critiche. I fischi sono arrivati dal settore ospiti, dove si trovavano i sostenitori juventini presenti alla trasferta.
Le richieste dei tifosi
Sui social, una parte della tifoseria ha chiesto a Spalletti di lasciare l’incarico. Tra i messaggi è comparso anche il nome di Antonio Conte, indicato come possibile successore e invocato per un ritorno sulla panchina bianconera.
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Conte è attualmente senza contratto e vive a Torino con la famiglia. L’allenatore, tuttavia, ha fatto sapere che non sono in corso contatti con la Juventus e che non ci sono, per ora, condizioni concrete per un rientro immediato. Un’offerta particolarmente convincente potrebbe modificare il quadro.
La posizione di Spalletti
Nonostante la pressione aumentata dopo la sconfitta di Genova, la Juventus non sembra orientata a un esonero immediato. Spalletti ha un accordo valido fino al 30 giugno 2028, con uno stipendio di 5 milioni di euro netti a stagione più bonus.
Dall’area dirigenziale, da John Elkann a Giovanni Carnevali e Massara, filtra la convinzione che l’allenatore possa ancora rimettere in carreggiata la squadra. La richiesta è però quella di una reazione rapida, con il ritorno ai risultati e alla linea prevista dal progetto tecnico.
Carnevali ha ammesso che «la panchina scotta», descrivendo così la pressione attorno all’allenatore. La fiducia non è quindi illimitata: senza un cambio di rendimento, la società potrebbe rivalutare la propria posizione.
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