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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Sinner, rientro il 27 dicembre dopo l'infortunio al ginocchio

Il vincitore di Wimbledon spiega la pausa, il lavoro svolto e la necessità di proteggere una carriera lunga.

Jannik Sinner tornerà in campo il 27 dicembre a Riad, nel Six Kings Slam. Il tennista altoatesino ha confermato così la fine dello stop seguito all'infortunio al ginocchio destro.

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Il ritorno dopo la pausa

L'ultimo successo in un torneo del Grande Slam risale al 12 luglio, quando Sinner ha conquistato Wimbledon. Da allora ha rinunciato agli appuntamenti in Canada, a Cincinnati, agli Us Open, alla trasferta asiatica e alle Atp Finals di Torino.

Durante l'assenza, il numero uno italiano ha continuato a lavorare in palestra, sul campo e con i fisioterapisti. Ha raccontato di avere trascorso parte del tempo libero a Monza per la Formula 1, a Milano per una sfilata di Gucci, leggendo il libro “Io uccido” di Giorgio Faletti e dedicandosi più spesso ai videogiochi.

La sua priorità, però, è stata rispettare i tempi del recupero. «Il corpo è l'unico avversario che non puoi battere», ha spiegato Sinner nell'intervista, aggiungendo che davanti a un segnale di stop bisogna seguire le indicazioni degli specialisti.


La gestione degli infortuni

Il campione di Wimbledon non considera il problema fisico un motivo per allontanarsi dal tennis. Ha detto di non essersi mai fermato davvero e di avere affrontato questi mesi con pazienza, senza pensare che lo sport gli avesse arrecato un danno.

Sulla frequenza degli infortuni nel tennis, Sinner ha invitato a programmare con attenzione gli impegni. «Gli infortuni fanno parte dello sport, bisogna essere intelligenti e capire quanto e quando giocare», ha affermato, ricordando che preparazione e lavoro incidono più della fortuna, utile soltanto per vincere un singolo punto.

Il venticinquenne ha spiegato di voler costruire una carriera lunga. Per questo, secondo quanto ha raccontato, occorre guardare oltre il risultato immediato e accettare che il lavoro svolto oggi produca risultati in tempi diversi.

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Alcaraz e la rivalità nel tennis

Sinner ha parlato anche del rapporto agonistico con Carlos Alcaraz, indicato dal pubblico come il confronto più atteso del circuito. A suo giudizio, le differenze tra i due alimentano l'interesse: lui viene percepito come più disciplinato e ostinato, mentre lo spagnolo appare più estroso e legato alla sua natura mediterranea.

Il tennista italiano ha inserito questa contrapposizione nella tradizione delle grandi rivalità, citando Borg-McEnroe, Sampras-Agassi e il trio formato da Federer, Nadal e Djokovic. Ha inoltre respinto l'idea che gli atleti abbiano preso il posto degli attori nell'immaginario collettivo: sport, cinema e moda, ha osservato, oggi convivono attraverso mezzi e protagonisti differenti.


Le scelte fuori dal campo

Sinner ha raccontato di sentirsi vicino a Gucci perché gli permette di vestire in modo elegante senza cercare attenzione. Si è descritto come una persona poco appariscente e ha ricordato di non bere alcolici, fatta eccezione per qualche bicchiere di champagne o di vino bianco.

Parlando della famiglia, ha ricordato con particolare emozione il giorno in cui, a 13 anni e mezzo, lasciò la casa di famiglia per trasferirsi a Milano. Ha detto che cancellerebbe proprio quel momento, segnato dal distacco dal padre, mentre non rinnega le sconfitte contro Alcaraz a Parigi nel 2025 e contro Djokovic nella semifinale degli Australian Open di inizio anno.

Tra i ricordi che vorrebbe rivivere ha indicato una giornata sugli sci con gli amici nelle Dolomiti, il tempo trascorso con i familiari e le uscite in kart con Giovinazzi e Ciccone. Non pensa invece a un'autobiografia: «Preferisco i colpi alle parole, magari ne riparliamo tra 20 anni». Il suo obiettivo, ha concluso, è tornare a concentrarsi sulla pallina e sul rettangolo di gioco.

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