Sinner all’Onu rilancia la scuola: il dato che ha citato fa impressione
Dal Palazzo di Vetro l’azzurro ha legato il suo sostegno alla Global Partnership for Education a un appello per i bambini che restano esclusi dall’istruzione.
Jannik Sinner ha scelto di chiudere il suo intervento con un messaggio netto: per lui, aiutare la Global Partnership for Education significa provare ad allargare le possibilità di milioni di bambini. Nel videomessaggio mandato all’Onu, il numero uno del tennis mondiale ha definito un onore poter affiancare la Gpe in questa iniziativa.
La missione che Sinner vuole sostenere
Nel suo intervento ha spiegato che la fondazione a lui legata appoggerà la Global Partnership for Education, presentata come uno strumento capace di agire su larga scala. Ha insistito sul fatto che il lavoro dell’organizzazione raggiunge i minori che hanno più bisogno di supporto.
Sinner ha anche sottolineato l’obiettivo che, a suo giudizio, si può ottenere ora: moltiplicare le opportunità per 750 milioni di bambini. Un passaggio che ha chiuso ribadendo quanto per lui sia importante stare accanto alla Gpe in questa battaglia.
Il racconto della sua infanzia
Nel messaggio, il 25enne altoatesino ha richiamato la propria esperienza personale per spiegare perché il tema gli stia a cuore. Ha ricordato di essere cresciuto in una piccola città del Nord Italia e di aver potuto contare su insegnanti, una famiglia presente e la libertà di inseguire i suoi sogni.
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Da lì è arrivato il confronto con la realtà di tanti altri bambini. Ha parlato di oltre 270 milioni di minori che non hanno ancora una classe, un docente, una scuola sicura o un contesto adatto a imparare e a crescere, precisando che il problema non è la mancanza di talento o volontà, ma l’assenza di opportunità.
L’appello al Palazzo di Vetro
Il video è stato diffuso in occasione dell’evento “Multiply Possibility”, organizzato al Palazzo di Vetro. Sinner ha ringraziato Italia e Nigeria per aver promosso l’iniziativa, descrivendole come due Paesi di continenti diversi ma accomunati dalla stessa convinzione sul diritto di ogni bambino a svilupparsi e costruirsi un futuro.
Ha poi aggiunto che, quando gli Stati si muovono insieme con questo livello di impegno, il segnale che arriva al resto del mondo è forte. Secondo il tennista, è proprio da una cooperazione di questo tipo che può nascere un cambiamento reale.
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