10.000Lettori online ora
Sport 3 min di lettura5 giorni fa

Shevchenko compie 50 anni: dal Milan alla sfida per l’Ucraina

Il presidente della Federcalcio ucraina racconta guerra, giovani e ricordi rossoneri alla vigilia del suo compleanno, tra il desiderio di pace e il legame mai spezzato con l’Italia.

Andriy Shevchenko si avvicina ai 50 anni con un pensiero che va molto oltre il compleanno: la sua priorità, oggi, è tenere vivo il calcio in Ucraina mentre il Paese continua a fare i conti con la guerra. L’ex attaccante del Milan, oggi presidente della Federazione, ha spiegato che la sua battaglia quotidiana è soprattutto quella di proteggere i più giovani e dare loro un minimo di normalità.

Martedì prossimo, 29 settembre, l’ex Pallone d’oro festeggerà il traguardo dei primi cinquant’anni. E in una lunga conversazione con La Gazzetta dello Sport ha descritto un presente segnato da emergenza, sacrifici e iniziative nate per non lasciare soli i ragazzi.


La guerra pesa soprattutto sui giovani

Shevchenko ha raccontato che la sua missione è sostenere il calcio ucraino “al massimo” nonostante le condizioni durissime. Ha ricordato una quotidianità fatta di rifugi sotterranei, lezioni online e allarmi che non si fermano, sottolineando come la situazione sia peggiorata in particolare per i più giovani.

Sul piano organizzativo, la Federcalcio si regge anche sugli aiuti che arrivano da Uefa e Fifa, mentre le gare disputate lontano da casa fanno lievitare i costi. Per questo, ha spiegato, l’obiettivo è limitare le perdite e adattarsi a un contesto che resta tutt’altro che normale.


School League e il pallone d’oro come messaggio

Tra le iniziative più importanti citate da Shevchenko c’è la School League, un torneo nato tre anni fa per tenere impegnati i ragazzi e offrire uno spazio di svago in un periodo di tensione continua. Il progetto è partito con 12.000 partecipanti e oggi ne coinvolge 50.000, un numero che per l’ex attaccante dimostra quanto sport e calcio possano servire nei momenti più difficili.

Shevchenko ha anche raccontato di aver recuperato il suo Pallone d’oro e di averlo portato in Ucraina. Insieme a Blochin e Belanov, gli altri due connazionali che hanno vinto il premio, ha poi organizzato il tour intitolato “il quarto potrebbe essere tuo”, pensato per spingere le nuove generazioni a credere nelle proprie possibilità.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Milan e Italia restano casa

Nella stessa intervista, Shevchenko ha ripercorso il rapporto con il Milan e con l’Italia. Ha detto di sentirsi amato dai tifosi rossoneri perché, da giocatore, è sempre stato costante e non ha mai giocato sulle emozioni altrui. Ha aggiunto che il Milan resterà per sempre nel suo cuore e che continuerà a tifare per quella squadra.

L’ex campione ha definito l’Italia la sua seconda patria e ha rivolto anche un invito ai tifosi e agli italiani in generale: non lasciarsi travolgere dalle lamentele, ma riconoscere il valore della propria storia e del talento che il Paese ancora possiede.


Il compleanno e il pensiero finale

Per i 50 anni, il desiderio più grande di Shevchenko è uno solo: vedere la sua gente tornare a vivere in pace il prima possibile. Accanto a questo, c’è la convinzione di dover continuare a lavorare per le generazioni future, dentro e fuori dal campo.

Il messaggio che arriva dalla sua vigilia di compleanno mescola nostalgia, responsabilità e attaccamento alle origini. Il calcio, per lui, resta uno strumento di resistenza e un ponte verso un futuro meno doloroso per l’Ucraina.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere