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Sport 1 min di lettura6 ore fa

Sette medaglie e due cinture: l’Italia del pugilato cresce su due fronti

Il bilancio azzurro passa dai risultati dei giovani a quelli dei professionisti, con il presidente federale che rivendica il valore del lavoro svolto dalle società

Quasi il 70% delle medaglie conquistate dall’Italia arriva dalle categorie U.15, U.17 e U.19: un dato che, secondo Flavio D’Ambrosi, conferma il contributo decisivo delle società sportive nella formazione dei nuovi talenti. Il presidente della Federazione pugilistica italiana ricorda inoltre che la Fpi rappresenta il riferimento per chi punta alla maglia azzurra, alle Olimpiadi o all’attività professionistica, nel rispetto delle competenze riconosciute dagli organismi internazionali.

Il bilancio complessivo delle squadre nazionali è salito a 68 podi ottenuti dal 2025 a oggi tra rassegne continentali, mondiali e Coppe del Mondo. «Il pugilato italiano è protagonista», ha sottolineato D’Ambrosi, richiamando il percorso di crescita costruito attraverso l’attività federale e il lavoro quotidiano dei tecnici.


Due nuovi titoli per i professionisti

A rafforzare il momento positivo della boxe italiana sono arrivati anche due successi nel professionismo. Francesco De Rosa ha conquistato la cintura europea Ebu dei supergallo, superando Ionut Baluta con verdetto unanime: i giudici hanno assegnato il match con i punteggi di 116-112, 117-111 e 118-111.

Sul ring ha festeggiato anche Salvatore Cavallaro. Il pugile italiano ha battuto Ayub El Fahmi, atleta ispano-marocchino, ottenendo il titolo di campione Wbc del Mediterraneo nella categoria dei supermedi.

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A Budva brillano gli Under 17

Il risultato più consistente delle selezioni giovanili è maturato a Budva, in Montenegro, dove si sono disputati i Campionati europei Under 17 maschili e femminili. La spedizione italiana ha chiuso la manifestazione con sette medaglie: una d’oro e sei di bronzo.

L’unico oro è stato firmato da Raul Barone nella categoria dei 66 kg. Il bottino, insieme ai risultati raccolti dai professionisti, viene indicato dalla federazione come il frutto della crescita degli atleti e dell’impegno costante delle società, impegnate a valorizzare i pugili fin dalle categorie giovanili.

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