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Sport 2 min di lettura15 ott

Safiya Al Sayegh si ferma: la scelta religiosa dopo Parigi 2024

La ciclista emiratina, prima atleta del suo Paese a correre con l’hijab alle Olimpiadi, ha deciso di chiudere la carriera per rispettare le proprie convinzioni

La decisione arriva dopo anni segnati da un conflitto personale: da una parte la passione per la bicicletta e per le competizioni, dall’altra il desiderio di vivere pienamente la propria fede. Safiya Al Sayegh, 25 anni, ha così annunciato la fine dell’attività agonistica, pochi mesi dopo aver rappresentato gli Emirati Arabi Uniti ai Giochi di Parigi 2024.

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Una scelta maturata nel tempo

L’atleta ha spiegato di avere attraversato una fase di forte crisi identitaria. Il problema, ha chiarito, non riguardava la durezza del ciclismo, ma il rapporto tra lo sport praticato e le regole religiose legate all’abbigliamento femminile.

"Quest'anno ho finalmente preso la decisione per la fedeltà ad Allah e per le regole della mia religione", ha scritto Al Sayegh nel messaggio con cui ha comunicato il ritiro. La ciclista ha aggiunto di non riuscire più a proseguire in un’attività che, nel profondo, percepiva come non coerente con ciò in cui crede.


Un simbolo per il ciclismo emiratino

Nel corso della carriera Al Sayegh ha conquistato 11 titoli degli Emirati Arabi Uniti. Per diversi anni è stata inoltre l’unica rappresentante del Paese a gareggiare indossando l’hijab e una divisa sportiva in grado di coprire il corpo.

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La sua esperienza non si è limitata ai risultati. La ciclista ha sostenuto progetti dedicati alla crescita dei giovani talenti emiratini e ha cercato di avvicinare altre donne del Paese alla bicicletta, diventando una presenza significativa nello sviluppo del movimento nazionale.


Il ricordo che vuole lasciare

Nel suo intervento, Al Sayegh ha detto di avere riflettuto a lungo sull’immagine che desidera affidare agli altri. Vorrebbe essere ricordata per l’educazione, i sorrisi, la dedizione e la capacità di trasmettere felicità alle persone incontrate durante il percorso.

"Sono orgogliosa di aver rappresentato il mio Paese e di aver dato il massimo in ogni fase della mia carriera", ha affermato, ribadendo anche il desiderio di mostrare nel mondo l’Islam come una religione fondata su pace, equilibrio e obbedienza ad Allah. Dopo l’annuncio, numerose colleghe le hanno dedicato messaggi di affetto e saluti.

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