Roma-Real, rimonta folle: tre gol in sette minuti e il calcio riscrive la storia
Dal ribaltone dell’Olimpico alle notti leggendarie di Manchester, Istanbul, La Coruña e Barcellona: quando una partita sembra chiusa, il pallone può ancora cambiare tutto.
Il calcio ha una regola non scritta: il risultato resta in bilico fino all’ultimo pallone. Lo ha ricordato ancora una volta il Real Madrid, capace di trasformare una sconfitta quasi certa in una vittoria all’Olimpico contro la Roma, con tre reti segnate tra l’83’ e il 90’. Una sequenza che riporta alla mente alcune delle rimonte più memorabili della storia europea.
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L’Olimpico passa dalla festa alla beffa
La Roma era avanti 3-1 all’83’ e sembrava vicina a una vittoria prestigiosa. Poi Espí ha accorciato le distanze, dando nuova vita a una gara che appariva ormai indirizzata. Appena due minuti più tardi, Endrick ha trovato il 3-3 con un colpo di testa, cancellando in un lampo il vantaggio costruito dai giallorossi.
Il pareggio, già sorprendente, non è stato l’ultimo capitolo. Al 90’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Antonio Rüdiger ha completato il ribaltamento con una conclusione acrobatica. Tutte le tre reti decisive del Real Madrid sono arrivate da situazioni nate dalla bandierina, mentre Arda Güler ha avuto un ruolo importante nell’ultimo passaggio dell’azione finale.
Le finali decise all’ultimo respiro
Nel 1999 il Manchester United ha vissuto una svolta ancora più concentrata nel tempo. Nella finale di Champions League al Camp Nou, il Bayern Monaco conduceva 1-0 grazie a Mario Basler e sembrava ormai pronto a sollevare il trofeo. Il recupero, invece, ha cambiato ogni previsione: al 91’ Teddy Sheringham ha pareggiato sugli sviluppi di un’azione nata da un tiro di Ryan Giggs.
Pochi istanti dopo, un altro calcio d’angolo battuto da David Beckham ha permesso a Sheringham di servire Ole Gunnar Solskjær, autore del 2-1. Il Manchester United ha così conquistato la seconda Coppa dei Campioni della propria storia e ha completato il triplete stagionale, aggiungendo il successo europeo al campionato e alla coppa nazionale. Il Bayern, in vantaggio fino a pochi secondi dal termine, è passato dalla vittoria alla sconfitta nel giro di tre minuti.
Quando tre gol riaprono l’impossibile
La finale di Istanbul del 2005 ha avuto un andamento diverso, ma una svolta altrettanto clamorosa. Il Milan di Carlo Ancelotti era avanti 3-0 all’intervallo contro il Liverpool: Paolo Maldini aveva segnato il primo gol, mentre Hernán Crespo aveva firmato una doppietta. La partita sembrava già decisa, ma nella ripresa la formazione inglese ha trovato una risposta fulminante.
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Steven Gerrard ha segnato il 3-1 al 54’, Vladimír Šmicer ha ridotto ancora il distacco due minuti dopo e Xabi Alonso ha ristabilito la parità al 60’, dopo aver visto Dida respingere il suo rigore. In appena sei minuti il Liverpool ha rimesso in equilibrio la finale. Dopo i supplementari, la squadra inglese ha prevalso ai rigori: Jerzy Dudek ha parato il tentativo decisivo di Andriy Shevchenko.
Le imprese oltre ogni pronostico
Nel 2004 il Deportivo La Coruña ha ribaltato un risultato che sembrava blindare il Milan. I rossoneri, campioni d’Europa in carica, avevano vinto 4-1 a San Siro nell’andata dei quarti di finale. Al ritorno, però, lo stadio Riazor ha assistito a una rimonta completa: Walter Pandiani e Juan Carlos Valerón hanno segnato prima dell’intervallo, riportando in discussione la qualificazione.
Nella ripresa Alberto Luque ha realizzato il terzo gol e Fran, al 76’, ha completato il 4-0. Il Deportivo ha così prevalso 5-4 nel punteggio complessivo, eliminando i detentori del trofeo.
Ancora più estremo è stato il ribaltamento del Barcellona contro il Paris Saint-Germain. Dopo il 4-0 subito a Parigi, la squadra catalana doveva segnare almeno quattro volte senza concedere reti, oppure cinque in caso di gol francese. Il Barça è arrivato sul 3-0 entro il 50’, ma la rete di Edinson Cavani al 62’ ha portato il confronto sul 5-3 complessivo.
Quando sembrava servire un miracolo, Neymar ha segnato su punizione all’88’ e ha trasformato un rigore al 91’. Al 95’, ancora il brasiliano ha fornito l’assist per Sergi Roberto, che ha firmato il 6-1. Il Barcellona ha così conquistato la qualificazione con un totale di 6-5, confermando che anche il tempo di recupero può diventare il momento decisivo di una partita.
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