Real-Barça, l’allarme di Mourinho prima del Clásico
Il tecnico del Real Madrid contesta le 24 ore di riposo in meno e chiede una squadra più attenta dopo i recenti gol incassati.
La sicurezza eccessiva rischia di diventare il principale nemico del Real Madrid. José Mourinho ha collegato la rete concessa in Champions League alla disattenzione già vista contro il Siviglia, spiegando che in entrambe le occasioni qualcuno avrebbe pensato di avere ormai la partita in tasca: «Non mi piace».
Il problema arriva alla vigilia della sfida con il Barcellona, ancora imbattuto dopo nove giornate di Liga. Per il Real Madrid, dunque, il Clásico rappresenta un test delicato non soltanto per la classifica, ma anche per la tenuta mentale di una squadra che il proprio allenatore considera ancora lontana dal livello ideale.
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La difesa non convince ancora
Il successo per 4-1 contro il Lipsia non ha cancellato i dubbi di Mourinho. Nelle prime 12 gare stagionali le Merengues hanno mantenuto la porta inviolata soltanto in due occasioni, un dato che continua a preoccupare il tecnico portoghese.
L’allenatore ha riconosciuto i progressi compiuti dopo oltre cento giorni di lavoro, ma ha anche ammesso che il gruppo è ancora in fase di costruzione. La prestazione del portiere è stata decisiva: Courtois ha effettuato due interventi importanti, contribuendo a tenere il Real Madrid in partita e a proteggere il risultato.
Mourinho ridimensiona il successo
Nella conferenza stampa successiva alla gara, Mourinho ha preferito soffermarsi sulle imperfezioni anziché celebrare i quattro gol segnati. Dal suo punto di vista, una squadra realmente competitiva deve continuare a cercare miglioramenti e non può concedersi cali di concentrazione, soprattutto contro un avversario come il Barcellona.
Il tecnico ha inoltre sottolineato il valore psicologico della porta inviolata per un estremo difensore, paragonandolo alla soddisfazione di un attaccante quando trova la rete. Il messaggio rivolto ai suoi giocatori è chiaro: il risultato positivo non basta se resta una fragilità difensiva da correggere.
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Ventiquattro ore fanno discutere
A complicare la preparazione del Clásico c’è anche la gestione dei tempi di recupero. Il Barcellona ha affrontato il Paris Saint-Germain il giorno precedente rispetto alla sfida del Real Madrid con il Lipsia e potrà quindi contare su 24 ore di riposo aggiuntive prima dell’appuntamento al Camp Nou.
Mourinho ha respinto l’idea che la vittoria europea possa consentire rilassamenti e ha messo in evidenza lo svantaggio organizzativo della sua squadra: «Per il Clasico non c’è spazio per l’autocompiacimento. È solo un’altra partita di campionato, eppure è diversa da tutte le altre. Stiamo andando avanti. Al momento ci mancano 24 ore di riposo rispetto a loro, ma stiamo andando avanti».
Il Clásico pesa sulla Liga
Il Real Madrid arriva così alla sfida con il Barcellona tra entusiasmo per il successo europeo e interrogativi ancora aperti. La formazione catalana, forte di nove vittorie consecutive in campionato, si presenta con un margine di continuità che aumenta la pressione sui padroni di casa.
Per Mourinho sarà necessario ridurre gli errori individuali, gestire le energie e impedire che la squadra perda concentrazione dopo un’azione favorevole. Il calendario ha alimentato la protesta dell’allenatore, ma la risposta più importante dovrà arrivare sul campo.
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