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Rabiot, il Milan prepara la mossa: contratto fino al 2030

Il centrocampista francese è diventato una pedina chiave per Amorim e il club valuta un prolungamento con ritocco dello stipendio.

Due gol e due assist nelle prime partite della stagione hanno già evidenziato il peso di Adrien Rabiot nel nuovo Milan. Il centrocampista francese si è adattato rapidamente alle richieste di Ruben Amorim e, nonostante le voci nate dopo l’esonero di Max Allegri, sembra orientato a proseguire la sua esperienza in rossonero.


Amorim lo considera centrale

Nel sistema del tecnico portoghese, Rabiot può incidere in entrambe le fasi. Il pressing alto e la ricerca degli inserimenti offensivi valorizzano le sue caratteristiche, mentre la combinazione tra doti atletiche e qualità tecnica gli consente di occupare una posizione importante nella costruzione del gioco.

Amorim considera il francese una risorsa difficilmente sostituibile, ma intende anche amministrarne l’impiego durante una stagione ricca di appuntamenti. Per questo il suo utilizzo potrà alternare presenze dal primo minuto e ingressi a gara in corso, così da preservarne le energie senza ridurne l’importanza nel progetto.

La sua influenza, inoltre, non si limita al rendimento sul terreno di gioco. Rabiot è riconosciuto come un riferimento dai compagni e questa leadership, esercitata dentro e fuori dal campo, ha rafforzato la sua posizione all’interno dello spogliatoio.


Il rinnovo guarda al 2030

L’attuale accordo con il Milan è valido fino al 2028, ma la società sta valutando un’estensione biennale. L’ipotesi sul tavolo porterebbe la scadenza al 2030, con l’obiettivo di garantire continuità al centrocampo e blindare uno dei giocatori più importanti della rosa.

Il possibile prolungamento dovrebbe accompagnarsi anche a un adeguamento economico. Rabiot percepisce oggi 3,5 milioni di euro più bonus: il club considera quindi un miglioramento delle condizioni contrattuali per consolidare il rapporto con il calciatore.

Le indiscrezioni su un’eventuale partenza dopo il cambio in panchina non hanno trovato conferma nei segnali mostrati dal francese. La sua volontà di restare e il ruolo assegnatogli da Amorim spingono il Milan a lavorare per un’intesa di lunga durata, con il 2030 come nuovo possibile traguardo.

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