Predappio, lo sponsor divide i Pulcini: una famiglia lascia la squadra
La scritta sulle maglie dei più piccoli scatena il caso: il settore giovanile difende la scelta, mentre il Comune invita a non spegnere l’impegno per i bambini.
Per Gianni Flamigni la vicenda è diventata una tempesta in un bicchier d’acqua. Il responsabile del settore giovanile dello Sporting Predappio, oltre che consigliere comunale, sostiene che la società non abbia superato alcun limite e che la decisione sia stata presa per sostenere un’attività del posto.
Anche il sindaco Roberto Canali prova a riportare la discussione su toni più bassi: «Per fortuna che c'è qualcuno che si impegna per i bambini...». Intanto, però, il caso ha già prodotto una conseguenza concreta, perché un genitore ha scelto di togliere il figlio dai Pulcini.
La scritta che ha acceso il caso
Tutto nasce dalle casacche viola della formazione Pulcini, fornite grazie a uno sponsor che ha messo il proprio nome sulle maglie. La dicitura “Predappio Tricolore” non è stata accolta allo stesso modo da tutti: una famiglia l’ha interpretata come un riferimento sgradito al Ventennio.
A quel punto il clima si è irrigidito e il malessere si è trasformato in una scelta netta. Il padre ha deciso di ritirare il bambino dalla squadra, sostenendo di sentirsi urtato da quel logo.
La difesa dello Sporting Predappio
Flamigni respinge ogni lettura politica della sponsorizzazione e racconta che le divise sono state usate già nella stagione passata, senza reazioni analoghe. Ricorda anche che il nome stampato sulle t-shirt è quello del negozio, mentre non compare alcun simbolo o disegno capace, a suo dire, di richiamare esplicitamente il fascismo.
Secondo lui, inoltre, la scelta è passata da un confronto con le famiglie e con la società. L’idea, spiega, era semplicemente quella di accogliere il sostegno di un’attività locale che aveva accettato di pagare l’abbigliamento da gara.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Un paese che vive ancora di simboli
Lo sfondo della vicenda è Predappio, paese natale di Benito Mussolini sulle colline del Forlivese. Ancora oggi il centro attira pellegrinaggi e cortei di nostalgici, anche per la presenza della tomba del Duce.
Nel paese esistono diversi negozi che propongono oggetti e capi legati al Ventennio, dai busti alle magliette. Proprio uno di questi esercizi è diventato sponsor dello Sporting Predappio, in una fase in cui la società cercava appoggi per rilanciarsi dopo il fallimento dell’Ac Predappio.
La ricerca di sponsor e il nuovo sondaggio
Flamigni insiste sul fatto che il club abbia cercato di fare una scelta pratica, non ideologica. Parla di una comunità che deve restare compatta e ricorda che trovare sostenitori locali non è stato semplice, anche per i problemi lasciati dalla precedente gestione.
Ora la società sta valutando se confermare o meno quelle magliette. Il responsabile del settore giovanile ha fatto sapere che verrà ripetuto un sondaggio tra i genitori, così da decidere come procedere dopo l’esplosione della polemica.
Continua a leggere
Europei 2032, la corsa contro il tempo: ora gli stadi devono partire
Abodi difende il percorso italiano per il torneo e fissa le scadenze: cantieri aperti entro il 2027 e opere concluse entro il 2030, con un anno di margine
Azzurrini, la pausa può fare la differenza: Baldini avvisa l’Armenia
Il commissario tecnico dell’Under 21 valorizza il lavoro svolto nel lungo raduno e chiede alla squadra leggerezza e concentrazione a Yerevan.
Guardiola sfida la bufera City: «Ce la faremo insieme
L’allenatore catalano rinnova il sostegno al Manchester City dopo la conferma delle accuse e l’annuncio del club di voler presentare appello.
Il conto aperto della Spagna: De La Fuente punta su Yamal
Dopo la doppietta e l’assist contro la Croazia, il ct spagnolo rilancia il talento di Yamal e ricorda i riconoscimenti mancati a Xavi e Iniesta.