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Sport 2 min di lettura23 set

Pio Esposito convince Toni: il limite da correggere e il nome che cita per il futuro

L’ex bomber azzurro promuove il talento dell’Inter, indica cosa gli manca per crescere e rilancia anche su Mancini, sul 4-3-3 e su due giovani che vede pronti a emergere.

Luca Toni vede in Pio Esposito un attaccante già superiore al sé stesso di quella età, ma gli chiede un salto di qualità decisivo: diventare più incisivo negli ultimi metri. Nell’intervista a Tuttosport, l’ex centravanti ha speso parole molto nette anche per Alphadjo Cisse, che considera una scommessa credibile per il futuro.


Pio Esposito ha già il fisico, ma non

Parlando del classe 2005 dell’Inter, Toni ha sottolineato soprattutto la struttura fisica e l’uso del corpo, aspetti che gli ricordano il suo modo di stare in area. Allo stesso tempo, però, ha spiegato che oggi il ragazzo deve crescere nella concretezza sotto porta. Il giudizio complessivo resta molto positivo: per Toni, Esposito è intelligente, non si tira mai indietro e sa prendersi responsabilità, qualità che gli ha visto maturare anche grazie al lavoro con Lautaro e Thuram.

L’ex bomber ha anche aggiunto che, alla sua età, lui non aveva lo stesso livello del giovane interista. Per questo la promozione è piena, ma con una condizione precisa: serve più cattiveria in zona gol.


Mancini e il 4-3-3, il suo sì senza

Toni ha poi allargato il discorso alla Nazionale, dicendosi favorevole a un eventuale ritorno di Roberto Mancini. Secondo lui, il ct è l’uomo giusto per ridare slancio all’Italia perché conosce bene il mestiere di allenare e sa come si vince. Ha però ricordato anche il finale difficile con la federazione, nato da un problema di comunicazione che ha definito poco piacevole.

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Sul piano tattico, Toni non ha avuto dubbi nel sostenere la scelta del 4-3-3. Il suo ragionamento parte da un limite del calcio italiano: la squadra di Serie A che usa più italiani, l’Inter, resta legata al 3-5-2, uno schema che lui non apprezza e giudica molto rigido. Per questo si augura che Chivu possa, prima o poi, cambiare impostazione.


Due profili su cui punta

Tra i giovani che tiene d’occhio, Toni ha indicato Alphadjo Cisse del Milan, nato nel 2006, come un nome da seguire con attenzione. Ha poi citato anche Costantino Favasuli, classe 2004 del Napoli, sollevando però un dubbio anagrafico: a 22 anni, ha osservato, si può ancora parlare davvero di giovane talento? All’estero, ha concluso, la risposta sarebbe negativa.

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