Perugia, bufera dopo il 2-0: Gaucci evoca l’addio e sfida la squalifica
Il presidente umbro attacca l’arbitraggio dopo il ko interno con il Vado e mette in discussione il proprio futuro alla guida del club
Alessandro Gaucci non ha nascosto la propria furia dopo la sconfitta del Perugia contro il Vado. Il presidente umbro ha contestato duramente le decisioni arbitrali e, al termine della gara, ha lasciato intendere di poter fare un passo indietro se il cognome della sua famiglia continuasse a essere motivo di ostilità.
Gaucci mette in dubbio il futuro
Il numero uno del club ha collegato la propria reazione alla gestione della partita da parte dell’arbitro Alessio Vincenzi e del quarto ufficiale Mario Picardi. In conferenza stampa ha sostenuto che il Perugia non sarebbe stato trattato con il rispetto dovuto, nonostante gli sforzi compiuti per rilanciare la società.
Il presidente ha poi concluso il suo intervento con un’ipotesi molto netta: «Devo pensare che il nome della mia famiglia crea ancora problemi e genera fastidio e allora forse è il caso che mi faccia nuovamente da parte». Gaucci è tornato da pochi giorni alla guida del Perugia, vent’anni dopo l’esperienza della sua famiglia al vertice del club.
Rigore negato ed espulsione contestata
A scatenare la protesta sono stati soprattutto due episodi. Il primo riguarda il cartellino rosso mostrato a inizio gara al difensore Pazonov; il secondo è il rigore non concesso per un intervento su Van Amersfoort, decisione confermata anche dopo la revisione dell’azione al monitor.
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Parlando dell’arbitro, Gaucci ha prospettato due possibilità: un errore dovuto all’inadeguatezza oppure una condotta intenzionalmente sfavorevole. «Quello che si è visto mi fa pensare che l’arbitro fosse in malafede», ha dichiarato, criticando anche l’atteggiamento attribuito al quarto uomo, definito arrogante.
Il ko lascia il Perugia ottavo
Sul campo, il Vado ha espugnato il terreno umbro con il risultato di 2-0. La formazione ligure, neopromossa, ha così inflitto al Perugia una battuta d’arresto che non lo ha fatto uscire dalla zona utile per gli spareggi: la squadra resta infatti ottava nel girone B di Serie C.
La rabbia del presidente è esplosa nonostante il piazzamento ancora favorevole. Gaucci ha ribadito di essere disposto ad affrontare anche una pesante sanzione disciplinare: «Mi dessero anche 100 giornate di squalifica, non me ne frega nulla». Il ritorno della famiglia alla guida del Perugia richiama gli anni della Serie A e il successo nella Coppa Intertoto contro il Wolfsburg nel 2003, ma l’attuale fase del club si sta sviluppando tra contestazioni arbitrali e obiettivo play-off.
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