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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Orsato sotto pressione: promozioni contestate e il nodo dei club

Le proteste di Atalanta e Fiorentina riaccendono il dibattito sulle valutazioni arbitrali, mentre resta irrisolto il ruolo di De Marco nei rapporti tra Lega e direttori di gara.

Le decisioni prese nelle ultime partite hanno riaperto il confronto sulla gestione arbitrale affidata a Daniele Orsato. Le proteste di Atalanta e Fiorentina, unite alle valutazioni positive assegnate a Chiffi e Di Bello nonostante prestazioni discusse, alimentano i dubbi sul nuovo corso e sui rapporti tra Aia, Figc, Lega Serie A e società.

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Le proteste aumentano la pressione

Atalanta e Fiorentina hanno contestato la direzione delle gare perse rispettivamente contro Milan e Como. Nel frattempo, Chiffi e Di Bello sono finiti sotto osservazione per il rendimento mostrato in campo: secondo la ricostruzione, eventuali provvedimenti nei loro confronti sarebbero apparsi difficili da evitare alla luce degli episodi e delle spiegazioni fornite dopo le partite.

Chiffi, protagonista di due revisioni al monitor e di un episodio con Rabiot sanzionato soltanto con un’ammonizione dopo un insulto, ha ricevuto una valutazione molto alta dall’organo tecnico guidato da Giallatini, considerato vicino a Orsato. L’8,5 attribuito dagli osservatori dell’Aia corrisponde a una prova giudicata positiva e di valore. Anche Di Bello avrebbe ottenuto un giudizio favorevole per Fiorentina-Como, una circostanza che ha accresciuto le perplessità.


Il caso De Marco blocca i rapporti

Il fronte più delicato riguarda però la figura incaricata di mantenere il collegamento con i club. L’ex presidente dell’Aia Zappi aveva lasciato alla Figc la designazione di De Marco come coordinatore, ma il ruolo è tornato al centro delle ambizioni dell’associazione, con Orsato orientato a sostenere Abbattista. Quest’ultimo è stato tra gli accusatori nel caso Rocchi, concluso con l’assoluzione di Rocchi sia davanti alla giustizia sportiva sia in sede ordinaria.

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La Lega Serie A ha sottoposto ai club una scelta tra tre candidati, una procedura che non ha convinto tutti. I voti, seppure limitati, hanno confermato De Marco davanti a Stefani e Abbattista, rimasto senza preferenze. Nonostante continui a percepire lo stipendio, De Marco non avrebbe ancora potuto svolgere concretamente l’incarico, anche perché i vertici di Aia e Can non lo considererebbero un proprio riferimento.


Una soluzione ancora lontana

La Lega ha indicato anche il nome di Messina, già direttore tecnico. La sua eventuale nomina, però, potrebbe creare una sovrapposizione di funzioni e quindi un possibile conflitto d’interessi. Per la Figc, intanto, il coordinatore resta De Marco.

Il contrasto sulle competenze lascia aperto uno stallo istituzionale. Da una parte c’è la posizione ufficiale della Figc, dall’altra la volontà dell’Aia di orientare la scelta verso un nome gradito a Orsato: una situazione che, allo stato attuale, mantiene i club in una posizione di forte dipendenza dalle decisioni del designatore.

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