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Sport 3 min di lettura46 min fa

Nessun addio in vista: Fabregas blinda il suo progetto al Como

Alla vigilia della sfida con il Sassuolo, l’allenatore lariano fa il punto su infortuni, crescita difensiva, Nico Paz e futuro della squadra.

Il Como vuole trasformare l’entusiasmo europeo in continuità anche in Serie A. Dopo il 4-1 rifilato al Manchester United in UEFA Champions League, la squadra di Cesc Fabregas torna al Giuseppe Sinigaglia per affrontare il Sassuolo nell’8ª giornata, ma dovrà farlo con alcune assenze e con l’esigenza di trovare maggiore equilibrio in fase difensiva.

Il tecnico, parlando alla vigilia della gara, ha inoltre allontanato l’ipotesi di un futuro lontano dal club: «Non ho mai pensato di andare via. Se cominciassi a farlo, forse sarebbe la mia fine». Fabregas ha poi elogiato Alberto Aquilani, allenatore del Sassuolo, sottolineandone idee e coraggio.

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Fabregas non pensa all’addio

Per il tecnico del Como, il risultato immediato non è l’unico parametro con cui valutare il percorso. Fabregas ha spiegato di voler osservare soprattutto la reazione della squadra nei momenti complessi, la capacità di mantenere intensità e la continuità nell’applicazione dei principi di gioco.

La classifica, sia in campionato sia in Champions League, non rappresenta ancora una priorità. L’allenatore preferisce concentrarsi sulla costruzione di una cultura del lavoro, un processo che richiede tempo e che, a suo giudizio, può avere un valore persino superiore a una singola vittoria.


Tra assenze e soluzioni sugli esterni

Il Como dovrà fare ancora a meno di Liberali, alle prese con un problema di lieve entità, mentre Kean non sarà disponibile per la partita. Per quest’ultimo resta possibile un rientro martedì, ma Fabregas non ha fornito garanzie. La gestione dell’organico sarà quindi decisiva, soprattutto in una stagione nella quale gli impegni ravvicinati impongono di coinvolgere l’intera rosa.

L’assenza di Diao e quella di Liberali aprono un problema sulla fascia destra. Il tecnico ha indicato diverse alternative: Da Cunha potrebbe essere nuovamente impiegato in quella posizione, mentre Couto ha già ricoperto il ruolo contro il Sudtirol e in passato ha giocato anche da quinto di centrocampo al Girona e al Borussia. L’idea è adattarsi alle necessità senza modificare l’identità della squadra.


Nico Paz resta il punto fermo

Fabregas ha difeso la scelta di lasciare spesso in campo Nico Paz. Per descriverne il rendimento non si è limitato alle qualità offensive: secondo l’allenatore, il giocatore può essere considerato anche tra i migliori tre difensori della rosa. La sua forza principale sarebbe soprattutto nella mentalità e nella capacità di competere.

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Il rapporto tra i due dura da oltre due anni e, ha spiegato il tecnico, Paz non è un calciatore che abbia bisogno di continui interventi esterni. Fabregas preferisce lasciargli spazio e responsabilità, convinto che la sua crescita sia stata evidente e che proprio questo atteggiamento spieghi la decisione di non sostituirlo con frequenza.


Aquilani, stima e attenzione al Sassuolo

Fabregas conosce Aquilani dai tempi della Serie B e ne segue con interesse l’evoluzione. Ha ricordato il lavoro svolto a Catanzaro con una rosa giovane e ha definito il Sassuolo una formazione ben assemblata, capace di proporre un calcio che apprezza. I due allenatori condividono, secondo il tecnico del Como, una certa attenzione per il gioco e per il coraggio delle scelte.

La sfida presenta però un’insidia tattica precisa. Fabregas ha ammesso che il Como ha incontrato difficoltà contro avversarie raccolte e pronte a ripartire, caratteristiche che possono rendere imprevedibile l’attacco emiliano. Per questo sarà necessario migliorare la gestione delle transizioni e accompagnare la produzione offensiva con una maggiore solidità.


Il vivaio cresce con il progetto

La vittoria dello United nella Youth League, ottenuta con 16 italiani in rosa e 8 titolari su 11, è stata accolta con soddisfazione da Fabregas. Il tecnico ha evidenziato il lavoro dei giovani arrivati quest’anno e la vicinanza tra il loro modo di giocare e l’idea sviluppata dal club.

Una rosa non troppo ampia, secondo l’allenatore, può favorire il ricorso al settore giovanile. In questo contesto ha citato le opportunità concesse a Cassano, Pisati e Baralla, oltre al ritorno di Papaccioli. Anche Ricci, che si sta allenando a un livello elevato, attende il momento giusto per trovare spazio.

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