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Sport 4 min di lettura24 set

Nations League, nove volti nuovi e subito incroci pesanti in Europa

L’avvio della Nations League porta sulla scena una raffica di ct inediti: Klopp e Zidane guidano il cambio di rotta, mentre l’Italia di Mancini entra subito in un giro di partite che peserà anche a livello federale.

La Nations League apre con un ricambio quasi senza precedenti sulle panchine europee: nove federazioni su 55 hanno cambiato commissario tecnico, e tra i nuovi nomi ci sono profili che spostano l’attenzione ben oltre il campo. Germania, Francia, Olanda, Croazia, Portogallo, Belgio, Scozia, Kazakistan e Italia hanno scelto di ripartire da figure molto diverse tra loro, ma tutte destinate a lasciare un segno immediato nel torneo.

Dentro questo quadro, il caso italiano aggiunge un livello di tensione in più. Roberto Mancini è tornato alla guida dell’azzurro e si trova a vivere le prime quattro partite con uno sfondo politico-sportivo tutt’altro che stabile: i risultati della squadra, inevitabilmente, finiranno per pesare anche nei rapporti interni alla Federcalcio.


Klopp e Xavi, la sfida che accende l’avvio

Il confronto più atteso all’inizio del torneo è quello tra Germania e Olanda, perché mette subito uno contro l’altro Jurgen Klopp e Xavi. Il tecnico tedesco, 59 anni, ha passato due stagioni lontano dalle panchine come Head of Soccer del gruppo Red Bull e ha costruito un gruppo largo 44 convocati, diviso in due liste per affrontare le quattro gare di Nations League.

Klopp ha puntato su un ringiovanimento netto: l’età media delle due rose oscilla tra i 24 e i 25 anni, mentre tra i nomi legati alla Serie A ci sono Bisseck dell’Inter e Woltemade della Juventus. Fuori dal gruppo, invece, sono rimasti Neuer, Rudiger e Gross, segnale di una svolta profonda dopo la chiusura della breve parentesi Nagelsmann, seguita al ko mondiale contro il Paraguay.

L’allenatore tedesco dovrà lavorare su due fronti. Da una parte c’è il riadattamento tattico di un gruppo che dovrà assimilare il Gegenpressing; dall’altra, il contesto sociale di un Paese attraversato dalla crescita dell’estrema destra. Dopo il successo di AfD in Sassonia-Anhalt e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Klopp ha rivendicato il valore simbolico della maglia tedesca, spiegando: “Dal mio punto di vista di sportivo, posso dire che mi piacerebbe molto riconquistare la bandiera per me stesso, per tutti noi. Vorrei che quando qualcuno la sventola si pensi a un paese aperto, meraviglioso e ospitale”.


Zidane cambia la Francia, Mancini ritrova il Belgio

Anche la Francia ha voltato pagina con largo anticipo rispetto a Usa-Canada-Messico 2026. Dopo 14 anni e 186 partite, Didier Deschamps ha lasciato il posto a Zinedine Zidane, fermo da cinque stagioni dopo il secondo ciclo al Real Madrid. Il bilancio del tecnico uscente resta pesantissimo: 120 vittorie, 35 pareggi e 31 sconfitte, con una percentuale di successi del 64,5%.

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Zidane ha già imposto una linea diversa all’interno di Clairefontaine. Il giorno dell’arrivo dei giocatori ha escluso giornalisti e fotografi dal centro tecnico, una scelta letta come il primo segnale di un clima più sobrio rispetto al passato. Il debutto del nuovo ct francese arriverà contro la Turchia di Vincenzo Montella, in una sfida che intreccia anche percorsi personali già noti al grande calcio italiano.

Sul fronte azzurro, Mancini si ritroverà subito davanti il Belgio di Van Bommel, ex centrocampista del Milan e allenatore da due anni fermo dopo le esperienze con Psv, Wolfsburg e Anversa. L’appuntamento è fissato per il 25 settembre a Roma, in una delle partite che serviranno a misurare non solo la tenuta dell’Italia, ma anche il peso del nuovo corso federale.


Portogallo, Croazia e le altre svolte

Tra le novità più rilevanti c’è anche il Portogallo, passato da Martinez a Jorge Jesus. Il 72enne tecnico, mai alla guida di una nazionale, arriva con un curriculum costruito tra Benfica, Al Hilal e Nassr, e con il compito delicato di gestire Cristiano Ronaldo, regolarmente convocato per questa tornata. L’esordio sarà contro il Galles, prima delle sfide con Norvegia e Danimarca.

In Croazia è stato scelto Slaven Bilic, che torna sulla panchina dopo il periodo 2006-2012. La Scozia ha affidato il progetto a Sébastien Pocognoli, 39 anni, ex Union Saint-Gilloise e Monaco, mentre il Kazakistan si è rivolto a John Van’t Schip, olandese con trascorsi da giocatore al Genoa e precedenti da ct con Grecia e Armenia.

Il quadro che emerge è quello di una competizione che parte già intrecciata con grandi nomi e cambi di rotta profondi. Il calendario offrirà subito riscontri importanti, ma il debutto della nuova generazione di ct dice già molto: in Europa, la Nations League non sarà soltanto un torneo, bensì il primo vero banco di prova di una lunga stagione di transizioni.

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