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Sport 2 min di lettura6 giorni fa

Nations League, le panchine si riempiono di big: chi fa notizia

La quinta edizione parte con una novità rara per una competizione spesso poco amata: sulle panchine arrivano o tornano allenatori di primo piano, da Zidane a Klopp fino a Mancini.

La responsabilità di guidare il Portogallo campione in carica finirà sulle spalle di Jorge Jesus, nome meno magnetico rispetto ad altri ma al debutto assoluto con una nazionale, nonostante i 70 anni già compiuti. In questa edizione della Nations League, però, l’attenzione rischia di concentrarsi altrove.

Occhi puntati soprattutto su Zinedine Zidane e Juergen Klopp: il primo è da tempo considerato il successore naturale di Didier Deschamps alla guida della Francia, il secondo ha accettato l’invito della Dfb per riportare la Germania tra le grandi d’Europa. Per entrambi, come per Roberto Mancini, il peso dell’incarico è doppio perché si tratta di lavorare sulla propria selezione nazionale.


Le nazionali scelgono i tecnici di club

La quinta edizione della Nations League scatterà domani e, almeno sulla carta, promette più interesse del solito. Il motivo è semplice: diverse federazioni hanno puntato su allenatori abituati ai club, tecnici affermati chiamati a rendere subito con poco tempo a disposizione.

Tra i nomi più forti ci sono anche Thomas Tuchel e Vincenzo Montella, entrambi confermati, oltre a Xavi e al ritorno di Roberto Mancini. Il tratto comune è evidente: non arrivano dalle strutture interne delle federazioni, ma dal mercato, dove sono stati scelti per alzare il livello delle rispettive selezioni.

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Spagna al centro, ma non senza eccezioni

Nel gruppo dei protagonisti c’è però anche una figura diversa dalle altre: Luis De la Fuente. Il ct della Spagna si presenta all’avvio da campione del mondo e d’Europa in carica, una credenziale che lo distingue dal resto del quadro.

La pressione, invece, appare più contenuta per Xavi, che ha deciso di iniziare la sua esperienza in panchina con l’Olanda. Una scelta che introduce un altro elemento inatteso in un torneo che, di solito, non accende grandi entusiasmi ma che stavolta parte con un cast decisamente più ricco del consueto.

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