Napoli-Roma senza gol: Allegri frena, Gasperini resta in emergenza
Al Maradona finisce 0-0 l’incrocio dell’ottava giornata: il Napoli cerca continuità, mentre la Roma affronta il match con numerose assenze.
Il confronto del Maradona si chiude senza reti. Napoli e Roma pareggiano 0-0 nell’ottava giornata di Serie A, in una sfida che alla vigilia metteva di fronte due squadre con esigenze diverse: gli azzurri volevano rilanciare il proprio cammino dopo lo scivolone di Venezia, mentre i giallorossi cercavano punti per restare agganciati alle zone alte della classifica.
GioiaPura
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Allegri mette il risultato davanti a tutto
Per Massimiliano Allegri la priorità resta il risultato, anche quando la prestazione non è brillante. Il tecnico del Napoli ha ribadito alla vigilia che il giudizio su una squadra passa soprattutto dalla continuità dei risultati: «Sono i risultati che orientano il giudizio».
L’allenatore aveva chiesto ai suoi di ritrovare solidità e di correggere alcune difficoltà nella gestione del possesso. Secondo Allegri, quando il Napoli ha la palla concede ancora troppo spazio agli avversari e deve migliorare la lettura delle diverse fasi della partita.
Il tecnico livornese aveva inoltre descritto la Roma come una formazione intensa, capace di affrontare gli avversari uomo contro uomo e di creare partite ricche di spazi. Il pareggio lascia quindi il Napoli senza il successo necessario per dare continuità alle due vittorie e al pareggio ottenuti prima della battuta d’arresto contro il Venezia.
Roma, le assenze pesano ancora
La squadra di Gian Piero Gasperini si è presentata a Napoli in una situazione complicata soprattutto nel reparto offensivo. Agli indisponibili Koné, Svilar e Dybala si è aggiunto Lorenzo Pellegrini, fermato da una lesione di alto grado che dovrebbe tenerlo lontano dai campi per almeno due mesi. Il suo rientro è previsto nel 2027, ma sarà poi necessario recuperare una condizione fisica adeguata.
Con le alternative ridotte, le scelte iniziali apparivano quasi obbligate. Malen era indicato come riferimento avanzato, con Soulé e Mora alle sue spalle. A centrocampo, invece, il piano prevedeva la coppia formata da De Roon e Pisilli.
La notizia positiva per Gasperini era il recupero di Cristante, nuovamente disponibile dopo l’infiammazione che lo aveva fermato nelle ultime settimane. Il centrocampista poteva rappresentare una soluzione a gara in corso sia in mediana sia sulla trequarti, ruolo già ricoperto in passato all’Atalanta.
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Difese e dubbi sulle fasce
In difesa la Roma puntava sul terzetto composto da Mancini, Ndicka ed Hermoso, con Wesley confermato sulla corsia sinistra. Il principale ballottaggio riguardava invece Molina e Lulli, due giocatori arrivati alla partita con motivazioni differenti.
Molina era reduce dal gol segnato in Champions e da un periodo di crescita, mentre Lulli aveva sorpreso per il rendimento offerto nella prima parte della stagione. La Roma aveva trovato l’intesa economica per il rinnovo del giovane fino al 2031, anche se mancava ancora l’ufficialità dell’accordo.
Napoli tra recuperi e gestione
Allegri non aveva sciolto tutti i dubbi sulla formazione. Restava da capire se De Bruyne sarebbe stato impiegato in regia oppure più vicino agli attaccanti, mentre Lobotka poteva partire dalla panchina dopo i numerosi impegni con il Napoli e la nazionale slovacca.
Anche la situazione degli infortunati condizionava le scelte. Rrahmani era alle prese con la febbre, McTominay rientrava dopo due mesi di stop e Anguissa e Badiashile avevano bisogno di ritrovare gradualmente il ritmo. Il tecnico aveva spiegato che chi torna dopo una lunga assenza non può essere considerato immediatamente al massimo della condizione.
Il Napoli sperava inoltre di poter inserire Vergara tra i convocati. Allegri aveva richiamato la necessità di pazienza per riportare tutti al cento per cento, sottolineando che la successione di partite consuma energie non soltanto fisiche ma anche mentali.
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