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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Musah: restare al Milan, il derby vale un trofeo

Il centrocampista statunitense racconta il lavoro con Amorim, l’esempio di Modric e la rivalità con l’Inter.

Yunus Musah vuole continuare la sua esperienza al Milan e si prepara al derby contro l’Inter. Il centrocampista statunitense, rientrato dal prestito all’Atalanta, ha ritrovato spazio con Ruben Amorim.

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Musah vuole restare al Milan

Dopo una stagione persa, Musah ha spiegato di aver imparato a reagire anche nei periodi più difficili. La sua intenzione è rimanere in rossonero a lungo e sfruttare le occasioni che l’allenatore gli sta concedendo.

«Ho molta voglia di restare, voglio rimanere in questo club e fare davvero bene qui», ha raccontato in un’intervista a CBS Sports Golazo. Il giocatore ha aggiunto che il sostegno dello staff gli permette di affrontare le partite con maggiore sicurezza.

Amorim e il suo gruppo di lavoro, ha spiegato Musah, illustrano ai calciatori come muoversi, ricevere il pallone e leggere le diverse fasi dell’incontro. Indicazioni precise che, secondo il centrocampista, gli consentono di scendere in campo sapendo quale comportamento adottare.


Il derby contro l’Inter

Per Musah, la stracittadina non può essere paragonata alle altre gare. L’attesa coinvolge l’intero gruppo, che conosce il valore della partita per i tifosi e prepara l’appuntamento con particolare attenzione.

«Quando vinci il derby è come se avessi conquistato un trofeo», ha detto il centrocampista parlando della gara con l’Inter. Pur sapendo che il derby si avvicina, la squadra prova a concentrarsi prima sugli impegni precedenti; soltanto quando arriva il momento giusto, l’attenzione si sposta completamente sulla sfida.


L’esempio di Luka Modric

Nel centrocampo del Milan Musah può confrontarsi ogni giorno con Luka Modric, esperienza che considera speciale anche per la storia del croato. In passato era riuscito a ottenere una sua maglia quando il giocatore vestiva la divisa del Real Madrid.

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Ora i due condividono allenamenti e partite. Musah ha raccontato di osservare Modric per apprendere nuovi dettagli del gioco e di parlare con lui soprattutto in inglese e spagnolo, lingue che il veterano conosce.


Vita quotidiana e compagni

La popolarità del Milan condiziona anche le abitudini fuori dal campo. Musah ha spiegato che può essere riconosciuto persino al supermercato quando il negozio è poco affollato e, per avere maggiore tranquillità, a volte fa la spesa durante la notte.

Tra i compagni, ha indicato Matteo Gabbia come il più portato per diventare allenatore grazie alla sua attenzione agli aspetti tattici. Diego Moreira sarebbe invece quello con le maggiori qualità da influencer, mentre Loftus-Cheek è, secondo Musah, il meno indicato per condividere la stanza.

Mario Gila, ha aggiunto sorridendo, perde spesso telefono, portafoglio e chiavi, anche durante i viaggi in aereo. Per questo gli servirebbero degli AirTag. Musah ha scelto invece se stesso come compagno più adatto a sopravvivere su un’isola deserta, confidando nel proprio ingegno e nella capacità di procurarsi il necessario, anche andando a pescare.


Ronaldinho e il numero 80

Da bambino Musah giocava soprattutto per strada con il fratello e gli amici, più che seguire le partite in televisione. Tra i giocatori che lo hanno colpito ha citato Ronaldinho, conosciuto meglio anche attraverso i filmati delle sue giocate.

L’ex fuoriclasse brasiliano ha avuto un’influenza concreta sulla sua carriera al Milan: proprio a lui Musah si è ispirato quando ha scelto di indossare il numero 80. Alla domanda sulla squadra favorita nel derby, la risposta è arrivata con una risata: «Il Milan».

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