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Sport 3 min di lettura55 min fa

Moreira torna nel Milan per il derby contro l’Inter

L’esterno belga ha recuperato dall’infortunio e ha raccontato famiglia, idoli e rapporto con Rabiot in un’intervista

Diego Moreira ha recuperato dall’infortunio e sarà a disposizione del Milan per il derby contro l’Inter. L’esterno belga ha parlato della gara e del suo percorso in un’intervista a DAZN.

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Il ritorno e il derby

Moreira ha spiegato di vivere l’attesa con grande partecipazione. Per lui la sfida cittadina è tra le partite più importanti d’Europa e il gruppo rossonero si presenterà motivato, con l’obiettivo di conquistare i tre punti.

«Potessi giocare, morirei per la mia squadra, come ho sempre detto, specialmente in queste gare», ha raccontato parlando del derby. L’esterno ha anche scherzato sulla possibile esultanza: in caso di gol ha escluso una nuova esibizione di break dance per evitare il rischio di farsi male.

Il giocatore ha poi indicato la priorità del Milan: vincere le partite. A suo giudizio, la squadra dispone di qualità, coesione e spirito, elementi da conservare restando unita.


Dalla famiglia al Milan

Moreira ha iniziato a inseguire il calcio professionistico fin da bambino. Portava il pallone ovunque e, a 15 anni, ha lasciato la madre e la casa per continuare la propria formazione. Ha ricordato i sacrifici compiuti e il sostegno ricevuto dalla famiglia, soprattutto dalla madre.

Il padre è ancora oggi il suo interlocutore principale dopo le partite. I due discutono soprattutto delle prestazioni: quando il figlio gioca male, arrivano anche critiche, mentre le buone gare riuniscono tutta la famiglia nei festeggiamenti.

È stato proprio il padre a informarlo dell’interesse del Milan. Moreira ha raccontato che davanti alla proposta rossonera era difficile rifiutare e ha descritto l’arrivo a 22 anni come un momento straordinario per lui e per i suoi cari.

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Gli idoli e la maglia numero 22

Tra i riferimenti del calciatore c’è Eden Hazard, ammirato durante l’esperienza al Chelsea. Moreira lo ha definito un talento eccezionale, capace di spingere chi lo osservava ogni giorno a migliorare.

Il suo idolo principale resta però Cristiano Ronaldo. Lo segue da quando aveva 5 o 6 anni e ne apprezza la continuità, la cura fisica e la capacità di segnare ancora ad alto livello. «Per me è esistito solo lui», ha detto, spiegando quanto il portoghese abbia influenzato il suo modo di vivere il calcio.

All’arrivo al Milan avrebbe voluto inizialmente il numero 7, ma ha scelto il 22, già indossato da Kaká. Moreira considera quella maglia un’eredità da onorare e sente di dover dimostrare sul campo di meritarla.


L’intesa con Rabiot

Tra i compagni, il legame più stretto è quello con Adrien Rabiot. Il francese lo ha accolto fin dai primi giorni e i due spesso sono gli ultimi a lasciare lo spogliatoio, tra conversazioni sulla vita e sul calcio.

Moreira ha detto di apprezzarlo anche come giocatore e ha spiegato di avere un carattere deciso, diverso da quello di altri componenti della rosa. Il gruppo, però, lo ha accolto senza giudicarlo e lui ha ammesso di trovarsi bene nell’ambiente rossonero.

Guardando ai prossimi dieci anni, l’esterno vorrebbe essere ricordato come una persona simpatica e come un calciatore sempre disposto a dare tutto per la squadra.

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