Musah, la svolta al Milan: «Amorim ha creduto davvero in me
Dopo il rilancio con i rossoneri, il centrocampista statunitense è tornato in nazionale e ha raccontato il rapporto con il tecnico portoghese.
Durante la pausa estiva Yunus Musah ha scelto di staccare completamente dal calcio. Il centrocampista ha raccontato di non aver seguito i Mondiali, di aver trascorso il periodo di vacanza tra il Ghana e Zanzibar e di aver limitato anche l’uso del telefono. Soltanto negli ultimi giorni ha ripreso ad allenarsi, così da arrivare preparato al ritiro del Milan.
Il suo ritorno nella nazionale statunitense, dopo un anno e mezzo di assenza, è arrivato come conseguenza dell’avvio positivo con il club rossonero. Musah considera la convocazione il risultato delle prestazioni offerte nelle prime settimane e si è detto soddisfatto di poter nuovamente rappresentare il proprio Paese.
La fiducia ha cambiato tutto
Alla vigilia dell’amichevole tra Stati Uniti e Canada, disputata nella notte italiana, Musah ha parlato a ESPN del momento vissuto con il Milan. Al centro del suo intervento è finito soprattutto il rapporto con Ruben Amorim, che prima dell’inizio del raduno gli aveva manifestato l’intenzione di puntare su di lui.
Inizialmente il giocatore aveva interpretato quelle parole con prudenza, pensando che potessero servire soltanto a convincerlo a restare. Il campo, però, gli ha dato una risposta diversa: durante la preparazione ha trovato spazio con continuità e ha avuto frequenti confronti con l’allenatore. «Pensavo che Amorim me lo stesse dicendo solo per trattenermi al club, come fanno altri allenatori. Poi, durante il ritiro, ho visto che giocavo molto, mi parlava spesso ed era vero», ha spiegato Musah.
Il Milan gli ha restituito spazio
L’inizio della stagione 2026/27 ha avuto un peso decisivo nella risalita del centrocampista. Musah ha sottolineato di aver accumulato numerosi minuti e diverse presenze dal primo minuto, elementi che gli hanno permesso di rientrare nel gruppo della nazionale.
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Il giocatore ha attribuito una parte importante di questo percorso alla fiducia ricevuta dallo staff tecnico. «Avere allenatori che credono in te è ciò che desideri davvero come giocatore», ha dichiarato, riferendosi alla possibilità di giocare con regolarità e di sentirsi sostenuto dal proprio allenatore.
Le lezioni imparate a Bergamo
Prima del ritorno al Milan, Musah aveva trascorso una stagione in prestito all’Atalanta. L’esperienza bergamasca gli ha consentito di lavorare in un reparto di centrocampo particolarmente competitivo e di migliorare aspetti specifici del proprio modo di stare in campo.
Tra gli insegnamenti citati figurano i movimenti in una mediana a due, la continuità nella disponibilità e la cura della postura. Il centrocampista ha spiegato di aver imparato anche a riconoscere le zone nelle quali tentare una giocata rischiosa, affinando così il posizionamento e la lettura delle situazioni.
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