Milan, Krosche può guidare l’area sportiva senza il patentino
Il dirigente tedesco potrebbe assumere un ruolo operativo nel club rossonero, mentre la firma ufficiale resterebbe affidata a una figura abilitata secondo le regole italiane.
L’eventuale arrivo di Markus Krosche al Milan potrebbe lasciare a Massimo Calvelli il ruolo decisivo sul piano formale: l’amministratore delegato resterebbe infatti il principale titolare del potere di firma. Una soluzione di questo tipo consentirebbe al dirigente tedesco di lavorare sulle operazioni sportive senza ricoprire necessariamente l’incarico ufficiale di direttore sportivo.
Il suo contratto potrebbe inoltre definire con precisione le responsabilità operative, compresa la gestione delle trattative e la possibilità di sottoscrivere determinati accordi. L’assenza dell’abilitazione richiesta in Italia, quindi, non impedirebbe di per sé a Krosche di incidere sulle scelte dell’area sportiva rossonera.
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Un modello già sperimentato dal Milan
Il club ha già adottato configurazioni simili in passato. Zvonimir Boban e Paolo Maldini hanno ricoperto posizioni dirigenziali di grande rilievo pur senza possedere la qualifica formale di direttore sportivo prevista dal sistema italiano.
Per rispettare le disposizioni federali, il Milan aveva affiancato a quelle figure dirigenti in possesso dei requisiti necessari. In periodi diversi, quel compito è stato associato a Leonardo, Ricky Massara, Geoffrey Moncada e Antonio D’Ottavio, lasciando agli altri responsabili la gestione dell’indirizzo sportivo.
Krosche, esperienza costruita in Germania
La possibile candidatura di Krosche si è rafforzata dopo la sua recente uscita dall’Eintracht Francoforte. Nel corso della carriera, il dirigente ha lavorato anche con Paderborn e Lipsia, ricoprendo incarichi assimilabili a quello di direttore sportivo.
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In Germania, la DFB non impone però il conseguimento obbligatorio di una specifica abilitazione per svolgere questa funzione. Krosche ha dunque potuto operare legalmente nei club tedeschi pur non avendo completato il percorso formativo previsto dalla federazione nazionale.
Il nodo della normativa italiana
Il quadro cambia quando l’attività viene svolta in Italia. La FIGC riconosce formalmente la qualifica di direttore sportivo a chi consegue l’abilitazione attraverso il corso organizzato a Coverciano.
Per questo motivo, anche in caso di nomina come responsabile dell’area sportiva del Milan, Krosche potrebbe non essere registrato con il titolo ufficiale di direttore sportivo. L’organigramma potrebbe così separare le competenze operative dalla carica formalmente riconosciuta, replicando una formula già utilizzata dal club.
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