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Sport 2 min di lettura2 ore fa

Mendes: talento sprecato, Silva e Félix furono ignorati

L’agente racconta i rifiuti ricevuti dai club e il ruolo del Benfica nell’arrivo di João Félix

Jorge Mendes ha raccontato come diversi club abbiano sottovalutato Bernardo Silva e João Félix, poi diventati stelle del calcio.

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I talenti senza occasione

Secondo Mendes, il Barcellona offre con regolarità spazio ai giovani cresciuti nel proprio vivaio. Il club catalano porta ogni anno uno o due elementi della squadra riserve nella formazione principale e diversi titolari attuali arrivano proprio dal settore giovanile.

L’agente ha però avvertito che molti giocatori di qualità restano fuori dai radar. Anche nelle categorie inferiori, ha spiegato, si possono trovare calciatori di alto livello, ma senza una società pronta a concedere loro la possibilità di emergere il talento rischia di andare perduto.


Il caso Bernardo Silva

Mendes ha parlato al forum “Leading the Game”, organizzato dalla Católica Porto Business School insieme alla Lega portoghese nell’ambito del programma di alta formazione manageriale sul calcio. Tra gli esempi citati c’è Bernardo Silva, oggi al Real Madrid, che in gioventù non convinceva molti osservatori.

«Mi dicevano: “Jorge, lascia perdere, Bernardo Silva resterà un giocatore di prima o seconda divisione, al massimo con il Paços de Ferreira”», ha ricordato Mendes. Il procuratore ha spiegato che diversi club tendevano a preferire calciatori più strutturati fisicamente e che il passaggio al Monaco fu accompagnato da nuove perplessità.

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La società francese, dopo la prima stagione, avrebbe valutato la cessione del portoghese. Mendes riuscì invece a persuadere il presidente a trattenerlo; in seguito, il suo stile basato sul controllo del pallone favorì il trasferimento al Manchester City, ambiente ritenuto più adatto alle sue caratteristiche. Da lì, ha aggiunto l’agente, emerse il valore di uno dei maggiori calciatori nella storia del calcio portoghese.


L’arrivo di João Félix

Un altro percorso citato è quello di João Félix, ex Milan e oggi all’Al-Nassr. Quando giocava nel Porto, il portoghese non era considerato una delle figure principali della squadra: Mendes ha osservato che oltre l’80% dei trasferimenti da lui gestiti negli ultimi anni ha riguardato giocatori che non erano ritenuti i migliori nei rispettivi club.

L’interesse del Benfica nacque anche dalla situazione familiare del calciatore. Il club aveva ingaggiato il fratello di João Félix e il padre temeva che la permanenza del figlio nel Porto potesse creare difficoltà. Per questo, secondo il racconto di Mendes, il Benfica lo acquistò quasi come gesto di cortesia nei confronti dell’agente.

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