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Sport 2 min di lettura37 min fa

Mayweather e i 550 milioni: il conto che porta in tribunale

L’ex pugile accusa un ex socio e contesta pagamenti legati a Showtime: la disputa finanziaria coinvolge anche Al Haymon e Stephen Espinoza.

Cinquant’anni ancora da compiere e un bilancio professionistico senza sconfitte: Floyd Mayweather ha chiuso la carriera con 50 vittorie e 15 titoli mondiali conquistati in cinque categorie di peso. Il pugile statunitense ha trasformato i propri incontri in eventi globali, accumulando guadagni da record e costruendo attorno al soprannome “Money” un’immagine fatta di ville, automobili costose e gioielli.

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Il campione ora cerca risarcimenti

La vicenda economica è arrivata davanti ai giudici. Secondo le ricostruzioni della stampa statunitense, Mayweather ha promosso un’azione per recuperare più di 340 milioni di dollari, ritenuti collegati a compensi mai versati o a somme finite a soggetti diversi da quelli che, secondo il pugile, avrebbero dovuto riceverle.

Tra le persone chiamate in causa figurano Al Haymon, che in passato ha svolto il ruolo di manager di Mayweather, e Stephen Espinoza, già dirigente di Showtime Sports. Il contenzioso riguarda quindi anche i rapporti professionali costruiti durante gli anni di maggiore successo del pugile.


Due accuse per 550 milioni

La somma complessiva indicata da Mayweather ammonta a 550 milioni di dollari. Una parte, pari a 200 milioni, sarebbe stata sottratta da un uomo che il campione considerava contemporaneamente un amico e un partner negli affari. “Quest'uomo si sedeva accanto a me, fingeva di essere mio amico e mi aiutava con i miei affari. E poi mi ha rubato 200 milioni di dollari”, ha affermato Mayweather.

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Gli altri 350 milioni riguarderebbero invece gli accordi con Showtime, emittente che ha trasmesso alcuni dei combattimenti più importanti della sua carriera. Mayweather sostiene che denaro destinato a lui o alla Mayweather Promotions sia stato indirizzato verso conti riconducibili ad altre persone: “Ho firmato un contratto con Showtime. Il denaro che in seguito avrebbe dovuto essere versato alla Mayweather Promotions, cioè direttamente a me, è stato trasferito sul conto di qualcun altro”.


Accordi e fiducia nel mirino

Il pugile distingue questo secondo capitolo dall’ipotesi di una sottrazione diretta: a suo dire, il nodo riguarda la gestione dei contratti, le intese commerciali e il percorso seguito dai pagamenti. La contestazione nasce dunque dall’intreccio tra gli accordi siglati per i suoi incontri e la destinazione finale delle somme.

Mayweather sostiene più in generale di aver perso centinaia di milioni a causa di operazioni finanziarie poco trasparenti e delle condotte di persone alle quali aveva affidato la gestione dei propri interessi. Le accuse, ancora inserite in una controversia giudiziaria, si riferiscono a una quota della ricchezza costruita durante una carriera che lo ha reso uno degli sportivi più pagati di sempre.

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