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Sport 1 min di lettura4 giorni fa

Matias, il ricordo si ferma alla colluttazione: cosa ha detto al legale

Il 26enne fermato per la morte di Fabio Colapietro conferma quanto già riferito, ma dice di non saper ricostruire le fasi del delitto dopo un festino a base di sostanze

Il 26enne fermato per l’omicidio di Fabio Colapietro avrebbe riferito al proprio difensore di ricordare soltanto una colluttazione molto violenta. Sul resto della vicenda, secondo il legale, la memoria del giovane sarebbe completamente confusa: dopo essersi ripreso avrebbe telefonato alla madre.


La memoria interrotta durante la colluttazione

Il difensore sostiene che il ragazzo ha ribadito agli investigatori quanto già dichiarato in precedenza. Allo stesso tempo, però, avrebbe precisato di non riuscire a ricostruire la sequenza che ha portato alla morte di Colapietro.

Nel suo racconto resterebbe impressa soltanto una fase di forte scontro fisico. Il legale ha descritto il 26enne come disorientato e ha riferito che, una volta tornato cosciente, il giovane avrebbe cercato un contatto con la madre.


Le sostanze e il festino di tre giorni

Al difensore il fermato avrebbe raccontato di aver assunto Mdphp, crack, Lsd e funghi allucinogeni. Il consumo sarebbe avvenuto durante una festa protrattasi per tre giorni, all’interno della quale ci sarebbero state anche due notti.

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La vicenda riguarda la morte di Fabio Colapietro, 39 anni. Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto nell’abitazione di via Gulli, a Torino, occultato dentro alcuni sacchi e fatto a pezzi.


Due donne fermate nell’inchiesta

Nello stesso procedimento sono state fermate anche altre due donne. Nei loro confronti vengono contestati il favoreggiamento e il concorso nella soppressione del cadavere.

Gli elementi finora riferiti dal legale riguardano quindi soprattutto lo stato di alterazione del 26enne e il vuoto nei suoi ricordi. La sua versione, pur confermando le dichiarazioni precedenti, non ricostruirebbe la dinamica completa dell’omicidio.

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