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Sport 2 min di lettura5 giorni fa

Mancini e il City: i 3,7 milioni sotto esame nel caso Premier

Nel procedimento contro il club inglese compare anche il rapporto economico con l’attuale commissario tecnico dell’Italia, che avrebbe previsto un secondo incarico ad Abu Dhabi.

Il nome di Roberto Mancini entra nel complesso procedimento che minaccia il Manchester City: secondo le contestazioni, l’allenatore avrebbe ricevuto una parte rilevante dei propri compensi attraverso un accordo separato. La società è stata giudicata responsabile per 114 delle 115 violazioni finanziarie esaminate dalla Premier League e ora rischia una sanzione che potrebbe arrivare fino all’esclusione dal campionato. Il club ha già annunciato l’intenzione di fare ricorso.


Lo stipendio sarebbe passato da due accordi

Mancini guidò il Manchester City dal 2009 al 2013 e oggi è nuovamente commissario tecnico della Nazionale. Le accuse, respinte sia dall’allenatore sia dalla società, sostengono che il suo compenso fosse distribuito su due intese differenti.

Il contratto ufficiale con il club avrebbe garantito al tecnico circa 1,69 milioni di euro netti per ogni stagione. A questa cifra si sarebbe aggiunto un incarico di consulenza con Al Jazira, squadra di Abu Dhabi appartenente allo sceicco Mansour, proprietario del City: il relativo compenso avrebbe raggiunto 2,03 milioni di euro all’anno a fronte di un’attività stimata in appena quattro giornate annuali.


Il percorso dei pagamenti contestati

Secondo la ricostruzione delle autorità della Premier League, Italy International Services, società italiana collegata a Mancini, avrebbe emesso con cadenza trimestrale le fatture per la consulenza. Il Manchester City avrebbe quindi trasferito il denaro all’Abu Dhabi United Group, che lo avrebbe successivamente inoltrato ad Al Jazira prima del pagamento al tecnico.

Per l’accusa, questa struttura avrebbe avuto lo scopo di non rendere visibile l’intero esborso destinato all’allenatore. Il procedimento contesta infatti al City di non aver comunicato in modo completo l’ammontare dei compensi, in possibile violazione delle disposizioni sul Fair Play Finanziario della UEFA e delle regole economiche della Premier League.

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Il caso Mancini nel dossier City

La vicenda dell’ex allenatore italiano viene indicata come uno degli esempi del sistema che il club avrebbe utilizzato per aumentare la propria capacità di spesa. Nel fascicolo compaiono anche presunti versamenti aggiuntivi a calciatori e tecnici, oltre a sponsorizzazioni ritenute sovrastimate e collegate a società riconducibili al gruppo.

Le contestazioni riguardano un arco temporale nel quale il Manchester City ha conquistato risultati storici. Con Mancini in panchina sono arrivati la FA Cup del 2011, il Community Shield dello stesso anno e la Premier League 2011/12, primo titolo inglese del club dal 1968.

La procedura può ora sfociare in una multa, in una penalizzazione di punti o in provvedimenti ancora più severi, compresa l’espulsione dalla competizione nazionale. La società, tuttavia, nega le irregolarità contestate e si prepara a impugnare la decisione.

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