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Sport 2 min di lettura5 ott

Madrid 2010, Arnautovic sfuggì a due arresti: poi il blitz

L’ex attaccante nerazzurro ha rievocato una notte surreale, tra festeggiamenti in campo, agenti insospettiti e una visita sul pullman del Bayern Monaco.

La notte del 22 maggio 2010, dopo la finale di Champions League vinta dall’Inter contro il Bayern Monaco, Marko Arnautovic rischiò per due volte di essere arrestato. L’ex attaccante nerazzurro, che ha vestito la maglia interista in due periodi diversi della carriera, ha raccontato gli episodi durante una diretta su Twitch con l’influencer tedesco Marli.


La festa finisce con gli agenti

Appena terminata la partita, Arnautovic entrò sul terreno di gioco insieme ai compagni, ma si accorse di non avere una bandiera austriaca con cui celebrare il successo. Notò quindi un tifoso dietro una porta e, spinto dall’entusiasmo, decise di raggiungerlo sugli spalti dopo aver sentito alcuni sostenitori chiamarlo.

Il ritorno in campo, però, si trasformò in un equivoco. Gli addetti alla sicurezza lo scambiarono per un semplice invasore e la polizia lo bloccò, facendolo cadere e tenendolo fermo. Arnautovic non aveva più con sé l’accredito e gli agenti pensavano di trovarsi davanti a un tifoso. A chiarire la situazione intervenne il viceallenatore dell’Inter, che spiegò loro come quel presunto intruso fosse in realtà un calciatore della squadra.


Balotelli era già sull’autobus

Dopo essere stato invitato a restare nel rettangolo di gioco e a dirigersi poi negli spogliatoi, Arnautovic continuò i festeggiamenti con la squadra. Quando arrivò nei pressi dell’autobus dell’Inter, era convinto di essere tra i primi, ma scoprì che Mario Balotelli lo aveva preceduto ed era già seduto all’interno, impegnato al telefono.

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Per sorprenderlo, Arnautovic saltò sull’autobus dall’esterno e colpì con forza un finestrino. Lo scherzo provocò l’intervento di sei agenti, che lo fermarono nuovamente credendo di avere davanti un tifoso. Ancora una volta il viceallenatore dovette intervenire; poi gli intimò di salire a bordo e di non uscire più.


La visita inattesa al Bayern

La raccomandazione durò poco. Arnautovic scese di nuovo e vide il pullman del Bayern Monaco. Senza pensarci troppo, salì dalla parte anteriore e raggiunse Louis van Gaal, salutando lui e i giocatori con un augurio di buona fortuna.

Secondo il suo racconto, nessuno riconobbe immediatamente il calciatore dell’Inter. Arnautovic ha definito quella scelta una follia nel senso più positivo del termine, aggiungendo che avrebbe trovato surreale vedere uno sconosciuto entrare così sull’autobus della propria squadra.

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