Lotito alza il muro: «La Lazio non è in vendita»
Nelle dichiarazioni del 30 giugno 2026 il presidente biancoceleste denuncia pressioni, interessi economici e una strategia organizzata contro di lui
Claudio Lotito non sembra disposto a prendere in considerazione alcuna cessione della Lazio. Nelle dichiarazioni rese il 30 giugno 2026 nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni esercitate nei suoi confronti, il presidente biancoceleste ha collegato la contestazione a interessi economici e politici, sostenendo che qualcuno tenterebbe di spingerlo a vendere il club a condizioni svantaggiose.
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Lotito respinge ogni ipotesi di cessione
Secondo la ricostruzione consegnata ai pubblici ministeri, Lotito ha parlato di un soggetto interessato all’acquisto che non sarebbe ancora uscito allo scoperto. A suo avviso, l’obiettivo sarebbe costringerlo ad accettare un valore ritenuto troppo basso per la società.
Il presidente ha quindi ribadito la propria posizione con parole nette: «La Lazio è inscalabile. Chiamassero l’emiro, ma io poi dirò non mi interessa, non la vendo». Ha inoltre sostenuto che la sua indipendenza, anche nel ruolo istituzionale di senatore, rappresenterebbe uno dei motivi per cui sarebbe diventato scomodo in città.
Proteste, raccolte online e interessi nascosti
Nel corso delle dichiarazioni, Lotito ha analizzato anche le iniziative di protesta promosse contro la sua gestione. Tra queste ha citato gli inviti a disertare lo stadio e a seguire le partite nei pub, ipotizzando che dietro quel sistema possano esserci vantaggi economici legati a consumazioni e attività illecite.
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Il presidente ha poi richiamato le raccolte di denaro circolate sul web per sostenere la contestazione. A suo giudizio, l’iban diffuso per una di queste iniziative potrebbe essere riconducibile a un’azienda che commercializza abbigliamento per tifosi. Manifesti, striscioni trainati da aerei e altre forme di protesta lo hanno spinto a chiedere: «Chi paga e perché?»
Nel mirino anche la stampa
Un altro capitolo riguarda gli articoli pubblicati da Il Tempo, accusato da Lotito di portare avanti una critica costante nei suoi confronti. Il presidente ha messo in dubbio che si tratti di episodi isolati, ipotizzando invece l’esistenza di un piano più ampio e chiedendosi chi possa commissionare quei contenuti.
Nella sua ricostruzione, la mobilitazione contro di lui sarebbe coordinata da un gruppo ristretto di persone, indicato in circa 80-90 soggetti. Lotito ha sostenuto che il movimento produrrebbe benefici per i pub e per altri operatori coinvolti, mentre lui resterebbe al centro della pressione per lasciare la guida della Lazio.
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