Lazio, il rimpianto di Inzaghi: “Senza Covid poteva cambiare tutto”
L’ex allenatore biancoceleste ritrova nella squadra di Gattuso lo spirito del 2020 e invita il gruppo a inseguire il sogno senza lasciarsi condizionare dalla classifica.
Il dubbio è rimasto intatto, a distanza di anni: Simone Inzaghi non sa ancora immaginare dove sarebbe arrivata la sua Lazio se il campionato del 2020 non fosse stato sconvolto dalla pandemia. La pausa, gli infortuni e una ripartenza profondamente diversa lasciarono in sospeso una squadra che aveva appena accarezzato il vertice.
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Quel finale resta una ferita
Tra i ricordi più vivi dell’ex tecnico c’è il 2-0 ottenuto contro il Bologna. Quel risultato permise ai biancocelesti di portarsi in testa e trasformò l’Olimpico in una celebrazione collettiva, con gli spalti pieni e i tifosi travolti dall’entusiasmo.
La stagione, però, prese un’altra direzione dopo l’emergenza sanitaria. Inzaghi ha spiegato che la Lazio non riuscì più a ritrovare le condizioni precedenti e dovette fare i conti anche con diversi problemi fisici. Lo scudetto non arrivò, ma quella formazione gli lasciò la certezza di aver creato qualcosa di speciale. Il rimpianto, ha ammesso, lo accompagnerà sempre: «Come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid?».
Un legame che non si è spezzato
Oggi Inzaghi guida Al-Hilal, ma continua a seguire la sua ex squadra ogni volta che gli impegni e gli orari glielo consentono. Alla Lazio è rimasto legato per ventidue anni, prima da calciatore e poi da allenatore, un periodo che considera decisivo per la propria storia professionale e personale.
Nel ricordare anche i momenti più difficili vissuti nel club, l’allenatore ha ribadito la gratitudine verso l’ambiente biancoceleste. La Lazio, ha detto, «non potrà mai uscire dal mio cuore» e resterà il grande amore della sua vita calcistica.
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Gattuso ha ritrovato il gruppo
Il primo posto attuale rende Inzaghi particolarmente soddisfatto. Secondo la sua lettura, Gennaro Gattuso ha trovato rapidamente il modo di entrare in sintonia con la squadra e il rendimento cresciuto partita dopo partita ne sarebbe la conseguenza.
L’ex tecnico laziale ha definito Gattuso un allenatore di alto livello e ha sottolineato il valore della compattezza interna. A suo giudizio, la squadra deve concentrarsi sul proprio percorso, evitando di calcolare continuamente i risultati delle rivali: procedere gara dopo gara può rendere la corsa più semplice e anche più piacevole.
La Lazio ricorda quella del 2020
Inzaghi riconosce nella formazione attuale alcuni tratti della sua Lazio: qualità tecniche, solidità morale e soprattutto una forte identità collettiva. «Devono crederci», è il messaggio rivolto ai biancocelesti, perché l’entusiasmo che si percepisce oggi gli ricorda quello respirato a Formello nella stagione interrotta dal Covid.
Non è una previsione sul risultato finale del campionato, che resta incerto. È piuttosto la constatazione che la Lazio sta tornando a trasmettere emozioni importanti e che, come nel 2020, il gruppo potrebbe rappresentare l’elemento capace di fare la differenza nel confronto con le altre squadre.
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