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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Lazio, il 3-0 che cambia tutto: Gattuso entra nella storia

Il successo di Torino contro la Juventus porta i biancocelesti in vetta con l’Inter e certifica la svolta del progetto affidato al tecnico calabrese.

La Lazio non è più soltanto la rivelazione delle prime giornate: dopo il colpo all’Allianz Stadium, la squadra biancoceleste si presenta come una realtà con cui l’intero campionato dovrà misurarsi. Il 3-0 rifilato alla Juventus ha spalancato un nuovo scenario e ha riportato la formazione romana in testa alla classifica insieme all’Inter.

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Gattuso riscrive la storia biancoceleste

Il dato più significativo riguarda proprio Rino Gattuso. Nessun allenatore della Lazio aveva mai raccolto sei vittorie nelle prime sette partite di Serie A. Nemmeno Sven-Göran Eriksson e Tommaso Maestrelli, i tecnici degli scudetti, erano riusciti a raggiungere questo traguardo; lo stesso vale per Simone Inzaghi, Roberto Mancini e gli altri allenatori passati dalla panchina romana.

Il percorso assume ancora più valore se si considera il punto di partenza. L’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Mantova aveva alimentato il timore di una stagione complicata, con una squadra apparentemente destinata a lottare nella parte bassa della graduatoria. Gattuso ha invece rimesso ordine, rilanciando elementi come Belahyane e ottenendo il massimo da una rosa che sembrava avere perso certezze.


Torino certifica la svolta

A rendere ufficiale la trasformazione è stato il risultato ottenuto contro la Juventus: un successo esterno per 3-0 che alla Lazio mancava dal 1995, quando i biancocelesti avevano superato i bianconeri con lo stesso punteggio sotto la guida di Zdenek Zeman. La sfida ha messo di fronte anche due ex commissari tecnici della Nazionale, Gattuso e Luciano Spalletti, oggi alla guida delle rispettive squadre.

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Il tecnico calabrese ha portato nella sua nuova avventura anche il peso della delusione vissuta con l’Italia, una ferita che, come ha riconosciuto lui stesso, “rimarrà fino alla fine” della sua vita. A Roma, però, ha accettato una sfida che sembrava proibitiva e ha trasformato il gruppo in una squadra capace di competere per il vertice. “Non dobbiamo guardare la classifica anche perché forse non siamo pronti per stare lassù, ma possiamo sorprendere”, ha detto Gattuso dopo l’impresa.


La vetta senza il dodicesimo uomo

Il primato è arrivato anche in un contesto particolare. All’Olimpico continua infatti la protesta dei tifosi laziali, che stanno lasciando vuoti gli spalti almeno fino al derby. La scelta, secondo quanto spiegato dal tifo organizzato, non dipende dai risultati della squadra, ma dal rapporto con la dirigenza e soprattutto con il presidente.

La squadra, tuttavia, sembra aver imparato a concentrarsi esclusivamente sul campo. Senza il sostegno del pubblico nelle gare interne, la Lazio ha continuato a produrre prestazioni convincenti, aggiungendo record e risultati alla propria rincorsa. Il sogno dello scudetto è ancora soltanto un’ipotesi, ma dopo la notte di Torino nessuno, a Roma, sembra avere fretta di svegliarsi.

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