Lazio, Fabiani frena l’entusiasmo: «Il difficile arriva ora»
Il direttore sportivo biancoceleste elogia il carattere di Gattuso, ma invita a non lasciarsi condizionare dal primo posto e dai 19 punti conquistati.
Il primo posto della Lazio non cambia l’atteggiamento richiesto da Angelo Fabiani: il direttore sportivo considera positivo l’avvio del campionato, ma ricorda che il percorso è ancora pieno di ostacoli. La vittoria ottenuta a Torino va celebrata, senza però trasformarla in una garanzia per il futuro.
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I 19 punti non bastano
Intervenuto sui canali ufficiali del club, Fabiani ha sottolineato che quota 19 in classifica può sembrare significativa, ma non offre ancora certezze. La squadra si gode il momento favorevole, consapevole che già la gara di sabato potrebbe rappresentare uno dei test più impegnativi affrontati finora.
Il dirigente ha quindi richiamato l’ambiente alla prudenza: secondo Fabiani, il risultato del lavoro si misurerà nelle prossime partite e non soltanto sulla base di quanto fatto nelle settimane precedenti. Anche il successo esterno contro il Torino, ha osservato, non è un risultato che si ottiene con frequenza.
Gattuso ha cambiato lo spirito
Fabiani ha poi parlato del rapporto con Gennaro Gattuso, spiegando che l’ipotesi di portarlo alla Lazio era già maturata dopo l’addio di Maurizio Sarri. L’intesa, ha raccontato, si sarebbe concretizzata rapidamente, con una semplice stretta di mano.
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Il direttore sportivo ha descritto l’allenatore come una figura capace di trasmettere valori e determinazione: «È un gladiatore, da battaglia». A suo giudizio, i giocatori stanno assorbendo la sua mentalità, mostrando maggiore partecipazione e chiarezza nelle idee.
Una squadra che convince
Per Fabiani, il gruppo biancoceleste non si limita a ottenere risultati: il suo modo di giocare sta coinvolgendo i tifosi e mantiene una precisa identità. L’allenatore viene apprezzato anche per l’umiltà e la disponibilità al sacrificio, qualità che il dirigente considera centrali nel lavoro svolto finora.
Il giudizio resta comunque accompagnato da cautela. «La strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime», ha ricordato Fabiani, indicando la prossima sfida come un passaggio particolarmente delicato per capire la reale consistenza della Lazio.
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