Inter, Chivu si prende la colpa: ora conta solo battere lo Shakhtar
Alla vigilia della sfida di San Siro, l’allenatore nerazzurro ridimensiona il peso del passato e chiede alla squadra una risposta immediata in Champions League.
Cristian Chivu prova a togliere pressione all’Inter, ma non nasconde l’urgenza del momento europeo: dopo due sconfitte, la squadra deve ritrovare subito fiducia e risultati. Contro lo Shakhtar Donetsk, a San Siro, il tecnico chiede soprattutto energia, attenzione e una prestazione coerente con le ambizioni del club.
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Chivu mette se stesso al centro
Il confronto con gli ucraini rappresenta la terza gara dell’Inter in Champions League e arriva dopo un avvio complicato. Lo Shakhtar, partito meglio nella competizione, arriverà a Milano senza timori particolari: secondo Chivu, chi affronta i nerazzurri può giocare con libertà e ambizione, cercando di essere protagonista.
L’allenatore ha chiarito anche il significato delle parole pronunciate dopo la partita contro il Brugge, quando aveva parlato della necessità di cambiare qualcosa. Il riferimento riguardava il proprio modo di comunicare e di lavorare con il gruppo, non un’improvvisa trasformazione tattica. Chivu ha ribadito di voler individuare gli strumenti più adatti per trasmettere meglio l’identità della squadra.
La responsabilità, nella sua lettura, parte dall’allenatore. «Mi prendo la responsabilità: sono io il colpevole», ha detto, spiegando di voler analizzare a fondo gli errori e le difficoltà emerse nelle ultime partite. Il tecnico ha anche ricordato che il rapporto con i calciatori è molto diretto e affettuoso, simile a quello che vive nella sua famiglia.
La Champions non aspetta più
Il bilancio europeo pesa, ma Chivu non vuole che l’Inter resti prigioniera dei numeri né delle sconfitte precedenti. Ha ammesso che il gruppo conosce perfettamente i risultati ottenuti e non ha bisogno di continui richiami: l’obiettivo è presentarsi alla gara successiva con la giusta concentrazione, senza continuare a guardare indietro.
Il sogno di arrivare fino in fondo alla Champions resta presente, ma oggi viene dopo un traguardo più immediato. «Vincere una partita in Champions League è la priorità in questo momento», ha spiegato il tecnico, lasciando in secondo piano i discorsi sul possibile approdo agli ottavi entro la conclusione della fase campionato.
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Per cambiare rendimento serviranno, secondo Chivu, maggiore preoccupazione, più motivazione e letture migliori durante i novanta minuti. Il tecnico ha collegato questi aspetti anche alla propria capacità di trasmettere intensità, soprattutto quando arrivano gli errori individuali o la squadra sembra perdere energia.
Niente alibi, ma nemmeno drammi
Chivu ha riconosciuto che l’Inter non è una formazione perfetta, né collettivamente né nei singoli. Il gruppo convive con pressioni elevate e aspettative costruite negli anni grazie alla competitività mostrata, ma questo non significa che ogni passo falso debba trasformarsi in una sentenza definitiva.
«Non voglio neanche vedere che se l’Inter perde deve essere dipinto come un dramma nazionale», ha affermato. L’allenatore ha così respinto l’idea che soltanto i nerazzurri siano obbligati a vincere, mentre gli avversari possano affrontare la sfida senza lo stesso carico di responsabilità.
La richiesta finale è semplice: la squadra deve reagire alle difficoltà e fare tutto il possibile per conquistare il risultato. L’appuntamento con lo Shakhtar diventa quindi il primo banco di prova per verificare se le parole sulla reazione potranno tradursi in una risposta concreta sul campo.
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