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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Inter, Chivu si espone: «Se perdiamo non è un dramma nazionale»

Alla vigilia della sfida con lo Shakhtar Donetsk, l’allenatore nerazzurro difende il gruppo e chiede di non trasformare ogni sconfitta in una tragedia.

Cristian Chivu prova a togliere pressione all’Inter alla vigilia dell’impegno di Champions contro lo Shakhtar Donetsk. Il tecnico nerazzurro riconosce le difficoltà della squadra, soprattutto nelle gare disputate fuori dall’Italia, ma respinge l’idea che ogni passo falso debba diventare una questione nazionale.

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Chivu si prende ogni responsabilità

L’allenatore ha scelto di mettere se stesso al centro delle critiche legate ai risultati negativi. «Sono io il colpevole ed è giusto che sia così», ha affermato parlando del momento dell’Inter e delle sconfitte raccolte lontano dal campionato italiano.

Chivu ha poi ammesso che la squadra non è esente da problemi, né sul piano collettivo né su quello individuale. Secondo il tecnico, alcuni fattori possono condizionare lo svolgimento delle partite, ma la priorità resta vedere un gruppo disposto a lottare fino alla fine per conquistare il risultato.


Il rapporto con i giocatori

Nel descrivere il suo modo di gestire lo spogliatoio, Chivu ha paragonato il legame con i calciatori a quello che ha con i propri figli. Ha spiegato di alternare momenti scherzosi e atteggiamenti più severi, senza che un rimprovero o un’esplosione di rabbia cambino l’affetto che prova per loro.

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«Parlo piano, rido, scherzo, mi arrabbio», ha detto il tecnico. Il messaggio rivolto ai suoi giocatori è quindi quello di una guida capace di correggere e alzare la voce quando serve, mantenendo però intatto il rapporto umano.


«Non siamo la perfezione»

Chivu ha rifiutato anche l’immagine di un’Inter obbligata a essere impeccabile in ogni circostanza. La squadra, ha spiegato, non vuole essere presentata come perfetta e deve accettare l’esistenza di limiti e difficoltà.

Allo stesso tempo, l’allenatore ha contestato il peso diverso attribuito ai risultati dei nerazzurri rispetto a quelli degli avversari. «C’è la sensazione che l’Inter abbia l’obbligo e gli altri no, non va bene», ha dichiarato, chiedendo una lettura più equilibrata delle prestazioni della sua squadra.

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