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Sport 2 min di lettura52 min fa

Kompany, il corpo presenta il conto: Eberl promette di fermarlo

Il tecnico del Bayern Monaco è ricoverato in condizioni stabili dopo un collasso: il club vuole garantirgli riposo e proteggerlo dalla sua tendenza a lavorare senza sosta.

Vincent Kompany è ricoverato in condizioni stabili dopo il malore accusato al termine dell’allenamento del Bayern Monaco. Il tecnico belga, 40 anni, è stato accompagnato in ospedale in ambulanza per gli accertamenti, mentre il club ha scelto una linea chiara: nessun rientro affrettato e tutto il tempo necessario per recuperare.

Il collasso è avvenuto venerdì pomeriggio a Säbener Straße, dopo che Kompany aveva seguito sia la seduta della prima squadra sia quella della formazione riserve. La società ha confermato l’accaduto e, nelle ore successive, sono emersi ulteriori dettagli sul suo stato di salute e sulle giornate precedenti.

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Il Bayern impone una pausa a Kompany

Secondo quanto ricostruito, l’allenatore era già stato sottoposto a controlli in ospedale pochi giorni prima, trascorrendo anche una notte nella struttura. Gli esami non avevano evidenziato problemi, ma Kompany aveva comunque dovuto fare i conti con un virus che lo aveva tenuto lontano dal lavoro per due giorni prima della sfida di Champions League contro l’Arsenal.

Dopo essersi sentito meglio, il belga aveva deciso di guidare la squadra dalla panchina nella partita europea. Venerdì, però, è tornato a dirigere l’allenamento della prima formazione e ha poi assistito alla seduta della seconda squadra, durante la quale ha accusato il malore.

Il Bayern ora intende lasciargli il tempo indispensabile per ristabilirsi completamente. La priorità, secondo la società, è il riposo: Kompany non tornerà a lavorare con la prima squadra finché non sarà pronto sul piano fisico.

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Eberl: «Dobbiamo proteggerlo»

Max Eberl, direttore sportivo del Bayern Monaco, ha respinto l’idea di individuare un responsabile per quanto accaduto. Ha spiegato che il club aveva già cercato di limitare l’impegno del tecnico, ma che è difficile impedire a una persona di lavorare quando sostiene di sentirsi pronta.

Il dirigente ha descritto Kompany come un professionista eccezionale, abituato a spingersi oltre i propri limiti e a dedicare molte ore al lavoro, spesso anche durante la notte. A suo giudizio, proprio questa determinazione può averlo portato a ignorare segnali che avrebbero richiesto maggiore prudenza.

«Continueremo a fare uno sforzo ancora maggiore per proteggerlo da se stesso», ha dichiarato Eberl, assicurando che all’allenatore sarà concesso tutto il tempo di cui avrà bisogno. Il direttore sportivo ha inoltre ricordato che riconoscere il momento in cui fermarsi resta anche una responsabilità personale, ma ha ammesso che per una personalità come quella di Kompany questo passaggio può risultare particolarmente difficile.

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