Juventus, Spalletti sfida la Lazio: il dubbio tra Woltemade e Kolo Muani
Alla vigilia della gara con la Lazio, l’allenatore bianconero ha parlato di scelte, recupero fisico, possibili titolari e gestione delle tensioni.
La Juventus arriva alla sfida con la Lazio dopo un recupero fisico tutt’altro che semplice. Il viaggio ha modificato la preparazione della squadra e Luciano Spalletti deve ancora decidere come distribuire le energie, soprattutto nel reparto offensivo: Woltemade e Kolo Muani potrebbero essere impiegati insieme, ma in questo modo diminuirebbero le alternative a gara in corso.
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Woltemade e Kolo Muani, il nodo decisivo
Spalletti ha spiegato che le scelte dipenderanno anche da come si svilupperà l’incontro. Il tecnico non considera rigida la distinzione tra titolari e riserve e preferisce allargare il gruppo dei giocatori chiamati a incidere. Per questo, oltre ai due attaccanti, restano in corsa Nico Gonzalez e Gatti, considerati possibili cambi capaci di modificare l’inerzia della partita.
Il tecnico ha ricordato l’atteggiamento mostrato dalla squadra contro il Celta, quando nella ripresa la Juventus ha aumentato la pressione cercando con maggiore decisione l’episodio favorevole. Woltemade, dopo la sorpresa vissuta a Cagliari, ha trovato il gol a Vigo: secondo Spalletti, la differenza la fanno spesso la prontezza e la determinazione nel momento in cui si presenta l’occasione.
Anche Zhegrova potrebbe partire dall’inizio, dopo aver mostrato imprevedibilità e qualità nelle giocate. Boga, invece, ha circa mezz’ora di autonomia. La possibile presenza contemporanea di due punte, dell’esterno e di Tavares richiederebbe però grande equilibrio: gli attaccanti dovrebbero rientrare per evitare che la squadra resti in inferiorità numerica.
Il viaggio pesa sulla preparazione
Il rientro è iniziato alle 4.30 del mattino e, il giorno successivo, la squadra si è limitata a una ricognizione. Spalletti ha chiarito che né ieri né oggi è stato possibile svolgere un lavoro fisico completo, anche perché alcuni calciatori faticano a dormire durante i trasferimenti in aereo.
La gestione delle forze si basa quindi sui dati raccolti dal responsabile della prestazione e sulle sensazioni dello staff. Il tecnico ha sottolineato che, in determinati casi, può essere necessario lasciare fuori anche il giocatore più in forma, se le informazioni disponibili indicano un livello di stanchezza elevato. La gara, secondo l’allenatore, comincia già nella fase di preparazione e non soltanto al fischio d’inizio.
Tra le alternative considerate c’è anche Sarr, descritto come un centrocampista capace di svolgere più compiti. Può impostare, inserirsi e recuperare palloni; in assenza di Thuram, le sue caratteristiche ricordano quelle del francese e di McKennie. Spalletti ha aggiunto che il giocatore possiede anche una conclusione potente dalla distanza, qualità che finora non ha ancora mostrato pienamente.
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Spalletti ridimensiona il nervosismo
Alla vigilia della partita, l’allenatore ha respinto l’idea di essere guidato dal nervosismo. «Il mio non è mai nervoso, è una simpatia selettiva», ha detto, spiegando che le sue reazioni servono a trasmettere maggiore energia ai calciatori. Spalletti ha ammesso di dover mostrare un carattere duro quando serve, perché il gruppo osserva anche i comportamenti dell’allenatore.
Sul precedente episodio con la direzione arbitrale, il tecnico ha sostenuto di non essere andato allo scontro: ci sarebbe stato soltanto uno scambio di sguardi intenso. Se dovesse essere costretto a seguire la gara dalla tribuna, conta di affidarsi ai collaboratori e di comunicare con la squadra telefonicamente durante l’intervallo. La sua fiducia è rivolta soprattutto a Domenichini, che ha definito il suo riferimento più importante nello staff.
La Lazio e il rischio delle critiche
Spalletti ha rivolto parole positive al lavoro della Lazio e di Gattuso, accostandolo a quello compiuto in questo avvio anche da Alvini e Pisacane. La formazione biancoceleste, a suo giudizio, ha trovato una struttura precisa e può contare su elementi in grado di cambiare la partita, tra cui Frattesi, considerato un giocatore capace di svolgere molte funzioni.
Il tecnico bianconero ha avvertito la squadra sui rischi legati all’ambiente della Juventus, dove una sconfitta può trasformare rapidamente ogni situazione in una fase difficile. Ha parlato di “sabbie mobili” che possono comparire in ogni zona del campo e ha chiesto ai suoi di riconoscere in anticipo gli errori meno prevedibili, lavorando sui dettagli per diventare più compatti.
Spalletti ha infine difeso il percorso della squadra. Il pareggio di Cagliari, ha ricordato, è arrivato dopo una prestazione giudicata positiva, mentre durante l’analisi dei filmati ha riscontrato attenzione e partecipazione da parte dei giocatori. Anche il riferimento al suo sostegno a Kolo Muani, ha chiarito, nasce dall’apprezzamento per la persona e per le qualità dell’attaccante, senza rinunciare all’equilibrio nelle valutazioni.
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