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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Spalletti, il futuro non è già scritto: «Non smetto dopo la Juve

Il tecnico bianconero guarda oltre la Juventus, difende la gestione delle energie e prepara una sfida complessa contro la Lazio di Gattuso.

Luciano Spalletti non considera la Juventus il capitolo conclusivo della propria carriera. «Io non smetto dopo la Juventus e neanche dopo la squadra dopo la Juventus», ha chiarito alla vigilia della gara con la Lazio, spiegando così di non voler legare il proprio futuro a una sola esperienza professionale.

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Spalletti vede nell’Europa un’opportunità

Il tecnico ha parlato anche del percorso europeo, sottolineando come l’Europa League possa trasformarsi in una risorsa anziché in un ulteriore peso. A suo giudizio, affrontare bene ogni situazione aiuta la squadra a leggere meglio gli episodi della partita.

«Vivere bene le situazioni ti aiuta a immaginare il rimpallo, la buona sorte», ha osservato Spalletti, riferendosi alla capacità di restare mentalmente dentro le gare e di sfruttare anche gli episodi favorevoli.


Rotazioni necessarie nel calendario fitto

La scelta degli uomini sarà condizionata dalla necessità di preservare la condizione atletica. Spalletti ha lasciato aperta l’ipotesi di vedere dal primo minuto Woltemade o Kolo Muani, ma ha ribadito che la distribuzione dei minuti resta centrale per evitare un calo della squadra.

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Il lavoro di recupero è cominciato subito dopo il rientro da Vigo. Il viaggio ha impedito di programmare sedute particolarmente intense nei giorni successivi, così lo staff ha concentrato l’attenzione sulla valutazione delle condizioni individuali e sulla gestione delle energie disponibili.


Lazio, una sfida da preparare bene

La formazione biancoceleste viene considerata da Spalletti un avversario di alto livello. L’allenatore ha evidenziato la «dirompenza di Frattesi» e la qualità delle iniziative di Isaksen e Zaccagni, elementi che possono creare problemi se lasciati liberi di attaccare gli spazi.

Secondo il tecnico della Juventus, il lavoro di Gattuso ha dato alla Lazio una precisa identità, fondata su mentalità e organizzazione. Per questo la preparazione non si è limitata all’aspetto fisico: «La partita non inizia al fischio dell’arbitro ma quando cominci a immaginartela», ha spiegato Spalletti, indicando nella lettura preventiva della gara uno dei passaggi decisivi.

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