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Sport 3 min di lettura49 min fa

Juventus, Spalletti dopo un anno è ottavo in Serie A

Dopo nove giornate i bianconeri hanno 14 punti, undici meno della capolista e sei dal quarto posto.

Luciano Spalletti festeggia oggi un anno sulla panchina della Juventus, che dopo nove giornate di campionato occupa l’ottavo posto con 14 punti. Il distacco dalla vetta è di undici lunghezze, quello dalla quarta posizione è di sei.

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Un anno con rendimento in calo

Il bilancio complessivo del tecnico toscano in Serie A è di 68 punti in 38 partite: 19 vittorie, 11 pareggi e 8 sconfitte. La media di 1,79 punti a gara coincide con quella ottenuta da Thiago Motta ed è superiore soltanto a quella registrata da Igor Tudor, ferma a 1,76.

Il dato resta distante dai risultati dei precedenti allenatori bianconeri. Andrea Pirlo aveva una media di 2,05 punti, Maurizio Sarri di 2,18, Massimiliano Allegri di 2,20 e Antonio Conte di 2,39.

L’avvio dell’attuale stagione ha aggravato il bilancio. Gli 11 punti raccolti nelle prime sette partite rappresentano un dato che la Juventus, dal 2001, aveva registrato soltanto nelle annate 2015/16, 2008/09 e 2022/23. Dopo il ko di Genova, inoltre, le sconfitte nelle prime nove giornate sono diventate tre: secondo OPTA, era accaduto soltanto in altre due occasioni nell’era dei tre punti.


Il nodo del modulo

La difficoltà più evidente riguarda anche le scelte tattiche. Dopo la partita persa contro la Lazio, Spalletti aveva espresso dubbi sul rapporto con la squadra: «Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so».

A Lecce, dopo un confronto con i calciatori e con l’infermeria piena, il tecnico ha abbandonato il 4-2-3-1 utilizzato all’inizio dell’annata per passare al 3-5-2. Spalletti ha già impiegato la difesa a tre in carriera, dall’Empoli alla seconda esperienza con la Roma fino alla Nazionale, ma il sistema non rappresenta il modello di gioco associato più spesso al suo lavoro.

La sua idea si è affermata soprattutto attraverso gli esterni, le azioni sulle fasce e la capacità di creare superiorità nell’uno contro uno. Proprio sulla qualità degli esterni si fondava il progetto con cui era arrivato a Torino.

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Dalla rincorsa al mancato rinnovo

L’esperienza era cominciata il 30 ottobre 2025, dopo l’esonero di Igor Tudor del 27 ottobre. Spalletti aveva firmato fino al 30 giugno 2026, con prolungamento automatico in caso di qualificazione alla Champions League.

L’esordio aveva portato il successo per 2-1 sul campo della Cremonese, seguito dal pareggio interno per 1-1 contro lo Sporting Lisbona in Champions. Nelle prime 22 gare di campionato erano arrivate 12 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte, con una media vicina ai due punti per partita.

Dopo tre affermazioni consecutive contro Genoa, Atalanta e Bologna, il vantaggio su Como e Roma, allora appaiate al quinto posto, aveva raggiunto quota cinque punti. In quella fase la società aveva deciso di confermare l’allenatore fino al 2028, con uno stipendio quasi doppio rispetto ai circa 3 milioni del primo accordo.


Il finale della scorsa stagione

La qualificazione alla Champions League è sfumata nelle ultime giornate. La Juventus aveva pareggiato 1-1 contro il Verona già retrocesso e perso 2-0 a Firenze contro la Fiorentina, prima del 2-2 nel derby con il Torino, arrivato quando il risultato della corsa europea era ormai definito.

La squadra aveva chiuso il campionato al sesto posto con 69 punti: due meno del Como quarto, uno meno del Milan quinto e quattro meno della Roma terza. Tra gli episodi contestati erano emersi anche diversi errori individuali, compresi quelli attribuiti a Michele Di Gregorio, ritenuti responsabili della perdita di dieci punti in quattro partite contro Fiorentina, Como, Lazio e Verona.

Tuttavia, Spalletti aveva indicato una responsabilità più ampia rispetto alle singole disattenzioni. A maggio aveva detto: «Se non hai carattere non puoi giocare per la Juventus».

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