Juventus, il problema è dietro: Spalletti cambia piano dopo il 3-0
La sconfitta contro la Lazio ha riacceso l’allarme difensivo: il tecnico bianconero punta sulla copertura e chiede maggiore determinazione alla squadra.
Il 3-0 incassato dalla Lazio ha reso evidente il limite che Luciano Spalletti deve affrontare per rilanciare la Juventus: la squadra concede troppo e fatica a ritrovare continuità quando la propria porta viene violata. Il nuovo allenatore sta quindi concentrando il lavoro sull’equilibrio, prima ancora di inseguire un gioco più brillante.
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La solidità è diventata prioritaria
In questa stagione la Juventus ha mantenuto la porta inviolata soltanto nelle vittorie contro Frosinone, Atalanta e Parma. In tutte le altre occasioni, o quasi, i bianconeri hanno subito almeno una rete: un dato che segnala la fragilità della fase difensiva e limita la possibilità di gestire le partite.
Spalletti considera la tenuta del reparto il punto di partenza per tornare a vincere con regolarità. L’allenatore ha infatti scelto di mettere momentaneamente in secondo piano la ricerca di un calcio spettacolare, indicando come obiettivo immediato la riduzione degli errori e dei gol incassati.
Spalletti ridisegna la retroguardia
Tra le prime novità studiate dal tecnico c’è il ricorso alla difesa a tre, con Kalulu impiegato sul centro-destra per offrire maggiore protezione. La modifica tattica punta a dare più copertura ai centrali e a rendere meno vulnerabile la squadra nelle fasi di transizione.
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Parallelamente, Spalletti sta valutando anche una soluzione con due attaccanti. L’idea è aumentare il peso offensivo della Juventus, così da allontanare il gioco dalla propria area e ridurre la pressione che spesso ricade sulla difesa.
Bremer chiede più coraggio
Il rendimento di Bremer, decisivo nel dare sicurezza alla retroguardia nella passata stagione, non è apparso altrettanto incisivo quest’anno. Il difensore brasiliano ha evidenziato l’atteggiamento di alcuni compagni, accusati di «tirare indietro il piede» nei momenti più delicati.
Spalletti ha giudicato questo comportamento troppo comodo e ha chiesto una partecipazione più decisa nei duelli. Per la Juventus, il miglioramento non passa quindi soltanto dagli schemi: serviranno anche maggiore applicazione individuale e una risposta collettiva più solida.
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