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Sport 2 min di lettura13 ott

Juventus, il pari di Cagliari riapre il caso Spalletti: cosa non ha funzionato

La rimonta del secondo tempo ha mostrato le risorse bianconere, ma anche i dubbi sulla formazione iniziale, sul ritmo della manovra e sulla gestione dei momenti delicati.

La Juventus ha dovuto accontentarsi del pareggio a Cagliari, nonostante le occasioni create, e il risultato ha riportato al centro del dibattito il lavoro di Luciano Spalletti. La squadra ha trovato maggiore energia dopo l’intervallo, quando alcune modifiche hanno cambiato l’assetto offensivo: un segnale che apre interrogativi sulle scelte iniziali.

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La ripresa ha cambiato volto alla Juventus

L’idea di affidarsi a Kolo Muani come unico attaccante centrale, con Conceição e Nico González alle sue spalle, non ha permesso ai bianconeri di attaccare con continuità una difesa raccolta e ordinata. Il Cagliari ha lasciato il possesso agli avversari, proteggendo però con attenzione le zone interne e rendendo complicata la ricerca degli spazi.

Alajbegovic e Zhegrova, partiti dalla panchina, hanno dato un contributo significativo una volta entrati. Il primo ha confezionato il passaggio decisivo per la rete del pareggio, mentre il secondo ha aggiunto dribbling e imprevedibilità. La loro presenza dall’inizio avrebbe potuto offrire alla Juventus soluzioni differenti contro un avversario così chiuso.


Il centrocampo non ha trovato ritmo

La costruzione bianconera è apparsa troppo lenta per gran parte della gara. Douglas Luiz, McKennie e Sarr hanno insistito spesso su una circolazione laterale, senza riuscire a trasformare il possesso in verticalizzazioni capaci di sorprendere il Cagliari.

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L’inserimento di Woltemade ha invece portato a una configurazione con due riferimenti offensivi. La maggiore pressione sui difensori ha concesso più libertà a Kolo Muani e ha reso l’attacco più incisivo. Per Spalletti, questa soluzione potrebbe diventare un’opzione da valutare contro le squadre che scelgono di difendersi basse.


Spalletti deve gestire anche la tensione

Nel finale il clima si è surriscaldato fino all’espulsione di entrambi gli allenatori, dopo un confronto acceso con Fabio Pisacane. Spalletti ha ridimensionato l’episodio, ricondotto alle proteste per le perdite di tempo del Cagliari, ma la gestione della pressione resta un aspetto importante per una squadra che ambisce alle posizioni di vertice.

Il pareggio non può essere attribuito interamente all’allenatore, anche perché la Juventus ha prodotto diverse opportunità. Tuttavia, la gara ha evidenziato una responsabilità precisa: individuare prima le contromisure e intervenire con rapidità quando il piano iniziale non produce abbastanza pericoli. Le correzioni della ripresa hanno migliorato la squadra, ma non sono bastate a trasformare la prestazione in una vittoria.

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