Juventus, il nodo degli 86,6 milioni: chi può coprire il buco
L’operazione da 250 milioni coinvolge soprattutto Exor, Tether, Lindsell Train e il flottante: ecco quanto dovrebbe versare ciascun azionista.
La parte più delicata dell’aumento di capitale della Juventus non riguarda la quota già coperta da Exor, ma gli 86,6 milioni che dovrebbero arrivare dagli altri soci e dal mercato. Se una parte di queste sottoscrizioni venisse a mancare, Exor si è detta pronta a intervenire per garantire le azioni rimaste senza acquirenti.
Exor resta il principale sostegno
L’azionista di maggioranza, titolare del 65,375% della Juventus, dovrebbe contribuire con circa 164 milioni di euro sull’operazione complessiva da 250 milioni. Di questa cifra, 60 milioni sono già stati versati in anticipo per coprire il passivo emerso al 30 giugno 2026 e verranno conteggiati nella sua partecipazione all’aumento.
Il versamento ancora necessario per Exor sarebbe quindi vicino ai 104 milioni. La holding ha confermato l’intenzione di esercitare integralmente i propri diritti e ha inoltre manifestato la disponibilità a rilevare le azioni eventualmente lasciate ad altri soci o a soggetti esterni. In questo scenario, la sua percentuale nel capitale potrebbe aumentare.
Tether e Lindsell Train alla prova
Tether, entrata di recente nella compagine azionaria ma già titolare dell’11,527%, dovrebbe destinare all’operazione circa 28,8 milioni di euro. La società opera nel settore degli asset digitali ed emette la stablecoin USDT; nel precedente aumento aveva investito circa 11 milioni, conservando così il proprio peso nel capitale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A Lindsell Train, che possiede il 6,2%, spetterebbe invece un impegno di circa 15,5 milioni. La società britannica di gestione, fondata nel 2000 da Michael Lindsell e Nick Train, è oggi il terzo azionista della Juventus, sebbene nel corso degli anni abbia ridotto una partecipazione arrivata a superare l’11%.
Il mercato vale 42,3 milioni
La quota restante, pari al 16,9%, è distribuita tra piccoli investitori, soggetti istituzionali e grandi fondi. Applicando la ripartizione in base alle percentuali possedute, al flottante spetterebbe una sottoscrizione di circa 42,3 milioni di euro.
Sommando i 28,8 milioni attribuiti a Tether, i 15,5 milioni di Lindsell Train e i 42,3 milioni del mercato, si arriva agli 86,6 milioni che non dipendono direttamente da Exor. La cifra rappresenta il punto centrale dell’operazione: per ogni quota non sottoscritta dagli altri partecipanti, il socio di maggioranza potrebbe infatti intervenire come garante.
Continua a leggere
Ibarbo, nuova sfida a 36 anni: giocherà in Eccellenza lucana
L’ex calciatore di Cagliari e Roma è stato ingaggiato dal San Cataldo, formazione del Potentino guidata da Mimmo Giacomarro
Figc, il Coni stringe i tempi: il 6 ottobre si decide sul commissariamento
Buonfiglio annuncia la riunione di Giunta e il successivo Consiglio Nazionale, mentre i quattro pareri legali vengono trasmessi ai vertici dello sport italiano.
Ronaldo, addio al Portogallo? Ora il rischio è una maxi-squalifica
Dopo l’uscita improvvisa dal ritiro e il volo verso Madrid, il capitano portoghese potrebbe affrontare una lunga sospensione e una multa.
Italia, 23 disponibili verso Parigi: i dubbi di Mancini sulla formazione
La Nazionale chiude il lavoro a Coverciano e vola in Francia per il terzo impegno di Nations League, mentre nove giocatori preparano già il ritorno con la Turchia.