Juventus, 9 gol in 6 giornate: il difetto che frena la svolta
Il pareggio con il Cagliari riporta in primo piano la scarsa concretezza bianconera, un problema che Luciano Spalletti deve risolvere oltre i singoli interpreti.
Nove reti in sei giornate e appena 11 punti: sono i numeri a raccontare il momento della Juventus più delle prestazioni e del possesso palla. Anche contro il Cagliari la squadra ha costruito occasioni senza riuscire a trasformare la propria iniziativa in una vittoria, riaprendo interrogativi già emersi nella stagione precedente.
La concretezza resta il limite principale
Il pareggio con il Cagliari ha evidenziato ancora una volta quanto ai bianconeri manchi precisione negli ultimi metri. La Juventus riesce spesso a sviluppare una manovra offensiva consistente, ma il volume di gioco non si traduce in un numero adeguato di gol né in punti pesanti.
Il confronto con l’Inter rende ancora più evidente il divario: nello stesso arco di campionato, la formazione nerazzurra ha realizzato 18 reti. Per la squadra di Spalletti, dunque, non basta creare i presupposti per segnare; serve maggiore efficacia quando l’azione arriva alla conclusione e la partita presenta i momenti decisivi.
Spalletti cerca una formula diversa
Il tecnico livornese sta intervenendo sia sull’assetto tattico sia sulle scelte di formazione. Tra le ipotesi valutate c’è l’impiego di Woltemade al fianco di Kolo Muani, una soluzione pensata soprattutto per affrontare avversari capaci di chiudere gli spazi.
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Anche Kolo Muani e Nico González sono chiamati a offrire un contributo più incisivo, ma il problema non può essere attribuito soltanto agli attaccanti. Spalletti deve rendere più rapida la circolazione del pallone e aumentare la presenza juventina dentro l’area, valutando allo stesso tempo il possibile apporto di giovani come Alajbegovic e Zhegrova.
Le prestazioni devono produrre punti
La Juventus ha bisogno di superare la fase delle occasioni mancate e delle partite nelle quali resta la sensazione di aver meritato di più. Il rischio è ritrovarsi ancora una volta a un passo della svolta, senza riuscire a compierla davvero.
Per cambiare direzione non sarà sufficiente intervenire sugli aspetti tecnici. La squadra dovrà gestire meglio i passaggi decisivi delle gare e sviluppare una mentalità più ambiziosa, perché il margine per correggere il problema si sta riducendo. Solo un miglioramento concreto sotto porta potrà mantenere aperta la possibilità di competere ai vertici della classifica.
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